domenica 21 novembre 2010

Il berlusconismo (f)a scuola

Da super-precaria quale sono, ho perso la speranza e la voglia di cercare il lavoro ideale; non si può fare gli schizzinosi. E così sono finita davanti ad una delle tante scuole private. 
A parte una breve avventura nel mondo CEPU, non avevo mai attraversato quel confine.
Iniziamo dall'avventura CEPU.
Invio il CV, mi chiamano per un colloquio. La direttrice è gentile e sincera: mi avverte di abbandonare ogni speranza di lauti guadagni. Mi pagheranno 10 euro lordi all'ora, sicuramente in ritardo di mesi, contributi con la gestione separata, niente punteggio per le graduatorie, e, se il ragazzo non supera l'anno, non vedrò un euro.
Sono pietosa in matematica, ma qui il conto era facile: dovevo fare 4 ore a settimana, distribuite in 3 giorni, lontano da casa. In tasca, tolte le spese di viaggio, non mi sarebbe rimasto nulla, sempre che un giorno avessero deciso di pagarmi. Che lavoro a fare? Rifiuto.
Veniamo all'esperienza più recente.
Un'amica mi segnala l'apertura di un nuovo istituto in città; c'è un sito, mi dice, trovi tutto lì. Google non mi aiuta a trovarlo, faccio girogirotondo per motori di ricerca, ma niente. Chiedo lumi: mi detta l'indirizzo. Wow, è anche ammacchiato con la S. Pio V ! (Non uso le parole a caso...)
Be', proviamoci. Consegno personalmente il CV in segreteria, per farmi un'idea del posto. Appartamento in palazzo con scale rosa shocking...Sorvolo sul buon gusto. Mi accolgono due gentili ragazze, le quali mi dicono da subito: la scuola è gestita da nostra madre, poi lei farà il colloquio col Preside (il padre). Vabbe', a conduzione familiare, come 'na trattoria...
Qualche settimana dopo, io e altre due colleghe veniamo sottoposte al colloquio con il Preside. 
Preside? Un uomo basso, calvo, in tuta multicolor, sudato... "Scusate, stamane sono arrivati i banchi all'improvviso e ho dovuto mettere a posto..." Ci guardiamo perplesse, ma restiamo sedute. Le frasi più ricorrenti del discorsetto di presentazione del preside sono state: io non vendo fumo, io parlo chiaro, io non creo illusioni. Le mie gambe si sono animate, i miei occhi cercavano la via d'uscita più vicina, ma le altre restano sedute e ... 
Proposta: vi assumerò con contratto regolare, con contributi e punteggio pieno, perché siamo un istituto paritario... ma...non vi pagherò. Così, semplice e diretto. 
Ci chiede di far domande,  le facciamo a turno, si altera e urla: ma insomma, con i problemi che ci sono oggi nella scuola, vi interessa o no il punteggio? 
Cerchiamo di smorzare la tensione, lui si rilassa e dice: sapete, io sono chiaro, questa scuola l'ho aperta per dare un lavoro ai miei figli, perché non voglio che vadano in giro a elemosinare un lavoro da 400/500 euro al mese. 
Così, con semplicità, davanti alle stesse persone alle quali aveva appena proposto una finta busta paga. 
Io taccio.
Faccio così quando il mio istinto ha già emesso una sentenza; ma, ahimè, questo atteggiamento viene scambiato per discrezione e, quindi, apprezzato.
Ce ne andiamo. Mi richiama la segretaria per fissare un ulteriore appuntamento, per convincermi ad accettare. 
E ora arriva il bello.
La mattina dell'appuntamento squilla il mio cellulare.  È la scuola. Rispondo aspettandomi la voce della segretaria. 
E mi ritrovo catapultata sul set di Amica Chips. C'è un emulo telefonico di Rocco Siffredi che mi sussura con voce roca: "Ehi, (nome; non professoressa o altro, nome...), ciao, come stai? perché non vieni qui a scuola tra qualche oretta?" Sconvolta, rispondo che in effetti avevamo  già fissato l'appuntamento con la segretaria. "Ah, bene, allora ti aspetto. Vieni presto, ciao, (nome)". 
Naturalmente in questa scuola non ho più messo piede; tra l'altro ho scoperto che non era neanche paritaria (quei banchi arrivati all'improvviso e la totale assenza di alunni in sede già lasciavano presagire).Ho richiamato la segretaria (la figlia) per rinunciare, con una scusa.
La cosa che mi sconvolge, sarò strana, è il fatto che quell'omuncolo credeva seriamente di convincermi in quel modo ad accettare il lavoro. Non gli ha mai attraversato il cervello l'idea che potesse farmi scappare, o che non fosse professionale chiamarmi per nome e con quel tono, o che la cosa potesse offendermi. Pensava di essere affascinante e convincente e che io dovessi per forza sentirmi lusingata da tali attenzioni, fatte da un preside del suo calibro
A me ricorda qualcuno. Qualcuno che ha fatto scuola, evidentemente. Quel qualcuno che a Maria Luisa Busi ha fatto una proposta di lavoro così, semplice e diretta.

martedì 2 novembre 2010

Quando una lettera rasenta la perfezione

Questa è una lettera scritta su Leiweb il 31 ottobre da Marina Terragni al vecchio premier che ci rappresenta. 
Da diffondere, perché spietata e composta.

LETTERA A UN VECCHIO DI NOME SILVIO

Signor Presidente del Consiglio,
sono abbastanza vecchia da non poter più aspirare a essere selezionata per i suoi party a Villa San Martino, ma anche abbastanza giovane da poter essere sua figlia (per bontà divina non lo sono). Quelle ragazze sono mie figlie, e lei è il loro nonno. Lei dice di aver diritto a godersi la vita, ma anche quelle ragazze hanno diritto a godersela. Se sua figlia o sua nipote, per godersi la vita, per trovare un posto nel mondo, o per legittima per quanto malriposta ambizione, dovessero danzare e spogliarsi per un vecchio quale lei è, o perfino accomodarsi tra le sue braccia, lei di sicuro ne soffrirebbe molto. Che queste ragazze siano minorenni o maggiorenni è un fatto che riguarda la legge. Ma anche se avessero  25 anni, rimarrebbe aperta una seria questione di coscienza.
Signor Presidente del Consiglio, attualmente lei gode ancora del consenso della maggioranza degli italiani, ma questo non la dispensa dalla più elementare legge morale, che è quella di non fare del male a chi è indifeso, e di non approfittare di chi si trova in una situazione di bisogno. Se quelle ragazze vengono ai suoi party, Presidente, non è perché la trovino attraente, ma solo perché sperano di ricavarne qualche vantaggio. Per qualunque donna giovane e feconda, non si faccia illusioni, il contatto con un uomo vecchio è ripugnante. Senza eccezioni. Lei compreso. Questo può essere molto doloroso per un uomo che provi ancora il desiderio di una donna, contravveleno alla paura della morte che si avvicina. A quanto ci viene raccontato da molta letteratura, da vecchi il desiderio può essere ancora lancinante, e perfino disperato. Ma vi è la possibilità che il dispositivo della coscienza sia più forte, che il desiderio venga sublimato, che l’istinto di proteggere chi è più piccolo, come quelle quasi-bambine, abbia la meglio. Su questa possibilità e su questa speranza basiamo grande parte del patto umano.
Ci sono anche i ragazzi, non solo le ragazze, a cui da molti anni, praticamente da quando sono al mondo, lei offre un modello di relazione tra uomini e donne basato sullo scambio sesso-potere-denaro. I suoi figli e i suoi nipoti, che la osservano, e si sentono certamente mortificati dal suo lassismo.
Signor Presidente, molti osservatori concordano sul fatto che il tempo del suo premierato è in scadenza, che siamo agli ultimi giorni di Pompei, e si sa che un impero alla sua fine esprime quasi sempre un collaterale degrado morale. Ma senza voler parlare di politica, stando all’essenziale della sua e anche della mia umanità, l’auspicio, Presidente Berlusconi, è che in uscita lei accetti i limiti e le responsabilità connessi alla sua età veneranda, che trovi la forza morale per esprimere qualche ravvedimento, per restituire in extremis alle giovani generazioni quello che, insieme a ben altro -la possibilità di un lavoro, di una casa, di una vita- è stato loro tolto: la fiducia nell’amore vero, costruito nel rispetto e nella dignità, e nella possibilità di costruire insieme, uomini e donne, quel poco di serenità in cui ci viene dato di sperare nella vita. Si lasci aiutare a farlo, se da solo non ci riesce.
Detto come da una figlia a un padre in gravi difficoltà, e provando una profonda compassione, per lei e per tutti.
 

sabato 23 ottobre 2010

Bella...ciao!

Caserta, 22 ottobre 2010. Un ragazzo viene aggredito a pugni e calci e minacciato con un coltello per sottrargli il motorino. Il fatto  in sé non avrebbe, purtroppo, nulla di straordinario, se non il luogo in cui si è svolto: non solo in pieno centro ma davanti alla Questura. La madre del ragazzo si chiede: dov'erano le forze del cosiddetto ordine quando servivano? 
Be', ma dove vive? Ma non lo sa che per contratto si interviene con fumogeni e manganello solo in presenza di manifestanti, specie se vestiti in modo approssimativo, e se intonano canti violenti e inneggianti alla violenza come Bella ciao, o se invocano più attenzione per la salute pubblica? Ma che vada a fare un master da Ivan!

martedì 5 ottobre 2010

Effetto barnum, il circo degli attentatori



Mai sentito parlare di effetto Forer o Barnum?
Da Wikipedia: "L'effetto Forer (anche chiamato effetto di convalida soggettiva o effetto Barnum dal nome di P.T. Barnum, noto circense) è l'osservazione secondo cui ogni individuo, posto di fronte a un profilo psicologico che crede a lui riferito, tende a immedesimarsi in esso ritenendolo preciso e accurato, senza accorgersi che quel profilo è abbastanza vago e generico da adattarsi ad un numero molto ampio di persone".
È insomma la tendenza a credere ad affermazioni generiche costruite esplicitamente per rivolgersi più o meno a tutti.
Un esempio:
Senti il bisogno di piacere e di assere ammirato, ma allo stesso tempo hai la tendenza a essere troppo autocritico. Il tuo carattere presenta alcune debolezze, ma in generale sei capace di compensarle. Hai delle notevoli potenzialità che non hai ancora sfruttato a tuo vantaggio. Nonostante esteriormente mostri disciplina e autocontrollo, dentro di te tendi a essere inquieto e insicuro. A volte ti chiedi seriamente se hai fatto la scelta o la cosa giusta. Preferisci i cambiamenti e la varietà e sei insoddisfatto quando ti senti costretto o limitato, Ti dichiari orgoglioso di essere un libero pensatore, e non accetti le idee degli altri finché non ti vengono portate prove sufficienti in loro favore. Ma hai scoperto che non è intelligente rivelarsi troppo agli altri. A volte sei estroverso, affabile e socievole, mentre altre volte sei introverso, chiuso e riservato. Alcune tue aspirazioni sembrano essere irrealizzabili.

Tutto risale ad un esperimento condotto dallo psicologo Forer nel 1948.
 
Questo stratagemma oggi viene usato per stilare oroscopi, profili personali, nei seminari motivazionali o dai guru delle più svariate sette, comunque da ciarlatani.

Certo non mi sarei aspettata che anche un identikit potesse dar luogo a un tale effetto Forer (in questo caso è più adatto usare l'altro nome, ispirato ad un famoso circense)
Le prove:

 E, infine, l'illusione della stanza degli specchi...

martedì 21 settembre 2010

Tutti a squola: merendine leggere e armi pesanti

Pensavo: abbiamo toccato il fondo. E invece no, questi SCAVANO! Grazie (sic) ad un protocollo d'intesa tra i Ministri Gelmini e La Russa, oggi a scuola si imparerà la "cultura militare", il diritto costituzionale (ahahahahah), la difesa nucleare (mmmh) batteriologica e chimica, si imparerà a usare le armi e a tirare e, infine, a sopravvivere in ambienti ostili.
Diciamoci la verità, è un programma completo; c'è la parte seria e culturale, quella più leggera e ironica, quella pratica, di laboratorio, e infine quella più utile: sopravvivere in un ambiente ostile, la scuola italiana.


N.B. Nel caso sfortunato in cui a leggere siano leghisti, figli della Gelmini o di La Russa, vorrei sottolineare che "squola" è un errore voluto!

domenica 12 settembre 2010

I tempi sono maturi, anzi verdi

E pensare che giusto ieri avevo pubblicizzato due farmaci indispensabili... Ma non mi aspettavo che la riforma epocale della Gelmini mantenesse così presto le promesse sull'edilizia scolastica. 
 
Che bello! Una scuola tutta nuova, luminosa... Ops, ma che sole è? Ma... no...cioè...non credo...non è possibile, eppure sembra proprio, sì: è il sole delle Alpi! Mi sembrava una coincidenza troppo sfacciata tutto quel verde accecante, ma il mio maledetto ottimismo fino all'ultimo ...
Ho ascoltato la notizia su TG2 e TG3. Il secondo servizio era naturalmente critico, oltre che molto ironico; ma il primo, sbaglierò, mi è sembrato...celebrativo, pieno di orgoglio padano, con la notizia che la Gelmini aveva fatto arrivare i suoi auguri per il nuovo polo scolastico.
I tempi sono decisamente maturi, nonostante il verde. Tempo fa feci un commento ad un post sulla scuola, e l'autore mi chiese di scrivere una sorta di cronache dalla scuola berlusconizzata, temendo il peggio. Il peggio è arrivato.
Mentre mi si chiede la certificazione livello B2 in lingua inglese per poter insegnare, con la giustificazione che un insegnante si deve "modernizzare e internazionalizzare", qui si fanno salti storici "ventennali" e si aprono scuole "padane", che non ammettono alla mensa i bimbi extracomunitari e che hanno come obiettivo neanche troppo nascosto quello di indottrinare, visivamente per il momento, le giovani menti.
A quando le divise, gli inni, gli slogan, i cinegiornali sul leader che bonifica i campi dai Rom?

lunedì 6 settembre 2010

Il blog e il feng shui linguistico


C'è chi fa del blogging una professione e vi dedica tutte le sue risorse e tutto l'impegno possibile. C'è chi si accontenta di averne uno e poi se ne dimentica. C'è chi lo usa per tenere acceso il cervello e riorganizzare pensieri e parole. 
La terza che ho detto.
Pur avendo tanto, ma davvero tanto tempo a mia disposizione grazie anche a Maria Star, non mi va di sbattermi per trovare sempre nuovi contatti, pubblicizzare ovunque il blog, segnalare, far condividere ecc... E poi per fare blogging serio ci vogliono anche risorse economiche, e io non ne ho (grazie di nuovo, Mariaste'). Cosa fare, quindi? Avevo pensato di togliere simbolicamente tutti i pulsanti dedicati alla segnalazione dei post e del blog. Ora, invece, penso: li lascio lì, che mi costa; poi, comu veni si cunta...
Il fatto è che insegnando, sembrerà un paradosso, il mio italiano era peggiorato, le mie capacità dialettiche ridotte al minimo. L'esigenza di semplificare, di riassumere, di "avvicinare" linguisticamente i contenuti da insegnare a ragazzi che si esprimevano o in dialetto o in  siculiano o in italiano per SMS, con frasi infarcite di cioè, diciamo, ecco, ehm, mi aveva avvicinata allo stadio Tarzan (avete presente il telefilm, dove Tarzan parla per infiniti e termini base?).
Mi ero ritrovata a dover dipendere dal vocabolario e dalla grammatica, per trovare conferme di cui prima non sentivo alcuna necessità. L'unica cura per questa orribile malattia, che è la poca dimestichezza con la propria lingua, è fatta di lettura e scrittura. Ed è questo il percorso che ho deciso di seguire; e se altri vorranno imitarmi, o leggermi, o segnalarmi, bene. Io, intanto, continuo per la mia strada, coinvolgendo anche i miei amati alunni in questo "progetto", chiedendo loro di creare il logo per il sito (alcuni sono grafici) e invitandoli a leggere e commentare le notizie che propongo (e in questo mi aiuta FB, luogo che altrimenti non avrei mai frequentato).
Buona lettura e buone letture a tutti, allora.

domenica 5 settembre 2010

Anagrammi, che passione: Capezzone è l'anagramma di Cazzo Pene!

C'è una pagina FB dedicata all'espressivo anagramma di coso lì, come si chiama, quello che prima e che ora invece, dai quello... Ah, quello! Mi pariva facci canusciuta...

Ah, la legge del contrappasso 2.0...

30 agosto:

"Sono di buon umore. Qualcuno ha sbertucciato Pontifex e, proprio ora, c'è, sulla home del sito, una pubblicità per un B&B gay-friendly. AHAHAHAHAHAHAHAH".

Le prove:

A proposito di Gheddafi...

Lascio che parlino gli altri...Certo che, però, 'ste ragazze devono avere forti problemi di autostima per tollerare il circo e i circensi...
Leggete questo articolo su Repubblica: "Gheddafi, un circo che ci umilia".

E a riassumere il senso della visita ci aiuta Spinoza:

Ennesima visita di Gheddafi in Italia. Serve a far sembrare più serio Berlusconi. [serena gandhi]

pubblicata da Spinoza.it il giorno lunedì 30 agosto 2010 alle ore 8.19
 
 
 

Mr. President

sabato 28 agosto 2010

Zah zzah zzha!!!

Ultime dal mondo Pontifex: santa Monica sì che era una donna, non come quelle di oggi... ovvero:
"un modello di educatrice e di madre in Cristo, il contrario di tante donne di oggi che cercano ogni scusa per razzolare fuori quando il compito biologico della donna, oltre alla sottomissione al capo famiglia, lo dice San Paolo, rimane quello di accudire la casa e i figli nella vita cristiana".

E, per finire, un finale degno da sceneggiata:
"Noi andiamo avanti, se qulcuno pretende di zittire Pontifex, non riduce mai al silenzio il Vangelo. Mettetevelo in testa, atei e falsi cattolici, la pratica omosessuale era e resta un peccato grave, abortire un assassinio e il divorzio una violazione del sacramento".

ZA ZA ZA!!!

mercoledì 25 agosto 2010

Pontifex e l'omosessualità: la ricetta per la guarigione passa dalle solanacee. Ma Luca Di Tolve lo sa?

Nonostante gli amministratori del sito insistano nel dire che la loro non è una fissazione, pare di cogliere dalla frequenza del tema nei loro post che ci sia una presunta "emergenza gay" nel mondo, di cui solo loro, illuminati, riconoscono la gravità. 
Queste le misurate e cristiane parole usate (da notare l'uso perverso dell'accento acuto in luogo del grave; pure le vocali c'hanno chiuse...):
"la omosessualità é una malattia, una patologia che ammorba ed assale, che la pratica di questi atti perversi va contro il progetto  di Dio e lo offende al pari di chi ruba, commette adulterio, froda il fisco e fa leggi ad personam".
 
Quindi, tra di loro, quando criticano le leggi ad personam del presidentissimo, diranno che si tratta di "frociate"?

Intervista a Monsignor Antonio Vacca, vescovo emerito di Alghero, a proposito del concerto di Elton John:
Che cosa pensa della dichiarata e sbandierata omosessualità del cantante inglese?: " se la omosessualità rimane casta e pura, siamo nella malattia e nessuno può farci nulla salvo sperare nella conversione e nella guarigione pregando. Ma quando questa tendenza arrivi a vette depravate e contro natura come la pratica di atti, siamo in una situazione grave che viola la legge naturale e non solo quella di Dio. Una violenza alla normalità".

In questo recente articolo commentano, invece, la nascita della figlia di una coppia gay:
"Figlia di una cosa abominevole, disgustosa, assurda. Figlia di un gioco perverso e depravato che dimostra ancora una volta i danni che la omosessualità e la sua legittimazione provocano".
"Una vergogna, si dica chiaramente e si corra ai ripari contro questa aberrazione dei tempi, questa lebbra che é la pratica omosessuale e la sua esaltazione"
.

Qui, ancora, si arriva a trattare il tema partendo dalla citazione evangelica della "porta stretta" che conduce alla salvezza; sorvolerò sulla facile ironia che suscitano le parole di alcuni religiosi sui pertugi stretti che sono difficoltosi ecc...
Qui e altrove, però, da notare l'idiosincrasia per gli apostrofi...eppure...basta cambiare genere e relativo articolo e sono tutti a proprio agio:
"La omosessualità é un disordine molto grave che rende l' uomo contro natura, ossia va contro il progetto di Dio in quanto l' uomo é attratto dalla donna e l' atto sessuale serve alla riproduzione. Dunque davanti ad atti omosessuali siamo al cospetto di un prodotto avariato, degenerato dal vizio. Io credo che omosessuali si diventi ache a seguito di una vita disordinata, viziosa e perversa!".
 
Capito? E allora, cari miei, iniziate a fare una vita sana; potreste iniziare dall'alimentazione: basta finocchi, mangiate melanzane come vi ha delicatamente suggerito un brav' uomo qualche giorno fa! Ecchecazzo!

lunedì 23 agosto 2010

Pontifex: la fine del mondo

Mi ero posta l'obiettivo di monitorare il sito Pontifex, in seguito allo sconcerto misto a rabbia che mi aveva  procurato la lettura di alcuni "editoriali" e articoli, come viene specificato nel sito, di ispirazione/matrice cattolica. Proprio così.
Quello che non mi aspettavo era la mole di materiale altamente infiammabile (non nel senso che dovrebbe essere dato alle fiamme per tentarne una "purificazione"...no no no).
L'editoriale-tipo è articolato così:
attacco contro i non cristiani/ebrei/omosessuali/comunisti/preti "modernisti";
sequela di minacce, insulti e battutine che tentano di essere spiritose o sarcastiche non so, non saprei definirle;
invito alla preghiera;
Dio è amore.
L'andamento del ragionamento ha un non so che di conosciuto... qualcosa tipo "coglioni comunisti, giudici malati di mente, ecc... l'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio". Amen.
Nel mio piccolo cervello sconsacrato pensavo di dover/poter commentare certe oscenità, ma mi sono resa ben presto conto che non ci riesco. Mi limiterò, dunque, a riportare il best of.
Non posso, però, fare a meno di segnalare (deformazione professionale, che volete...) l'italiano spesso approssimativo e con una ortografia vaga, anche di chi si definisce giornalista e scrittore, ma forse perché la passione e il fervore della fede spinge a cavalcare furiosamente sui tasti, e loro non hanno certo le manine con manicure di certi depravati, le ditone dove pigiano pigiano...
Se Dio c'è, che ci salvi dai cretini!

lunedì 16 agosto 2010

Borghezio, maître à penser

Mare, sole e ... ancora stronzate a fiumi dalle bocche dei Minchia-Neh. I miei provvisori, estivi vicini di casa hanno trascorso le loro vacanze ad esternare dalle sdraio, sotto la calandrella (sì, è un misero tentativo di giustificarli...)
Emigrati a Torino, hanno assunto quel tipico accento disturbante, ma non le buone maniere. Alla fine di ogni pasto scuotevano abilmente la tovaglia da tavola sulla mia testolina terrona, ma forse volevano solo riciclare, dar da mangiare ai poveri uccellini del giardino...
Dopo il caffè davano, però, il meglio di sé: "la Lega ha proprio ragione...gli insegnanti dovrebbero essere della stessa regione; non è mica giusto che io mi vedo sorpassare da una di Bari!". 
Neh strunz', ricordati da dove vieni!
E io dovrei fare domanda di insegnamento nel mitico nord? E se poi mi trasformo? E se poi finisco per votare Borghezio? Beddamatri, no!!!
Guardatevi questo video e ditemi se non bisogna avere paura... Le vacanze sono proprio finite.

venerdì 23 luglio 2010

No legge bavaglio alla rete: firmate!

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger  rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12 e 500 mila euro, infatti,
significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.
L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

Per aderire all'appello

lunedì 19 luglio 2010

Un albero dalle solide radici, ma non è quello di Falcone


"È venuta fuori una cassetta di mele marce. Ma l'albero non è marcio, e il frutteto non è marcio".

Ha ragione Tremonti (e anche Berlusconi quando parla di quattro sfigati in pensione e della P3 che sembra un film di Totò): l'albero ha radici ben solide e le mele marce saranno dell'albero del vicino, perché le loro sono sì un po' datate, ma ancora sode nei loro bei cesti.


Cesto della democrazia

"La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al (...) controllo (Partiti politici, stampa e sindacati)
(...)selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali può essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (Per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amadei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli); in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica; in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altra sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile.
(...) Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull'ascesa al Governo di un uomo politico (o di una équipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee di "ripresa democratica", è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione.
(...)è evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
(...)Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini secondo criteri geoeconomici più che storici."

 
Cesto della libertà di stampa

"la stampa (...) va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia per i quotidiani; e, per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia cristiana. La RAI-TV non va dimenticata. (...) Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell'altro. (...) Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di "simpatizzare" per gli esponenti politici come sopra prescelti.
In un secondo tempo occorrerà:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale;
d) dissovere la RAI-TV in nome della libertà di antenna
(...) punto chiave è l'immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese."


Cesto della giustizia

"le modifiche più urgenti investono (...) la normativa per l'accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari);
riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale); riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere (...)"

 

Cesto del lavoro

"Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è la sollecitazione alla rottura (...); (...)eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti.
(...) subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro od un reddito sufficiente;
disciplinare e moralizzare il settore pensionistico; limitare il diritto di sciopero; riforma della scuola"



 

Ah, dimenticavo: i cesti sono stati sequestrati a M. Grazia Gelli nel luglio del 1982. L'albero dalle profonde e solide radici si chiamava P2. Uno dei venditori di mele aveva la tessera n.1816.


martedì 13 luglio 2010

Che aria tira? Aria, poi.

Mon(?) Dieu! Mi sono risvegliata dal torpore in cui mi aveva precipitata una secolare carenza di ferro con la  complicità del caldo. Stavo scrivendo, da giorni ormai, un post sulle inutili graduatorie a cui sono costretta a iscrivermi, quand'ecco apparirmi all'orizzonte (quello con la luce azzurrina del mio monitor) il tonico. 
Miccichè pretende che si facciano le scuse a Dell'Utri, che si guardi a lui (o Lui?) come ad un esempio per i giovani perché, animato dal sacro fuoco (eeehhhh????), si è sacrificato e ci ha liberati dal comunismo!
Minchia!
Continua: il nostro ( n'sia mai!) Marcello è un uomo coraggioso, perché senza timore ha definito un suo amico, che non c'è più mischino, un eroe.
Riminchia!
Si rivolge ai giovani (in quel caso di Giovane Italia, ma io amo pensare che si riferisse a tutti): bisogna conquistarsi lo spazio col silenzio e con la crescita, così come ha fatto lui (quello minuscolo) affinché questo non sia effimero. Chiusura:"Ve lo dico da giovane, abbastanza silenziosamente impegnato in politica: ascoltate, imparate, prendete esempio e miglioratevi: è un vostro dovere farlo, visto che vi proponente come classe dirigente del domani. E, se non è troppo per voi, chiedete scusa a Marcello Dell’Utri!"
Da quella notte in centro a Palermo, da quel divanetto di un locale alla moda "ben frequentato", circondato da bellezze più o meno locali, ne ha fatta di strada, silenziosamente, Gianfri. Se quella notte lo avessi riconosciuto, gli avrei chiesto di certo un consiglio: che aria tira? Aria, poi.

lunedì 5 luglio 2010

Per quanto tempo ancora...

Oggi tocca alle scuole provinciali. Quando arriva il momento di compilare domande di supplenza mi monta dentro la rabbia. Penso alla deriva della scuola, agli insegnanti pluriabilitati che sono costretti ad elemosinare punteggi alle scuole private, ai genitori che non si curano dell'educazione dei propri figli delegando tutto alla scuola e pretendendo il miracolo, ai ragazzi che, educati a veline e De Filippi, ti guardano con distacco e senso di superiorità... Oggi, però, il regalino me lo ha fatto chi ha scritto il bando di concorso; in grassetto si legge: "dichiarare il servizio svolto per una sola graduatoria a PROPIA scelta"; e ancora:"in materia di ferie e CONCEDI si rimanda alla normativa...". Errori di battitura? No, ho parlato con la tastiera e ha scelto di deporre per l'accusa, si dissocia dall'operato di quello scrivente. E io devo ancora ribadire titoli su titoli? e devo essere immacolata per accedere ai posti in concorso, senza immunità e legittimi impedimenti o vanti da ergastolano? Ma va'...

martedì 29 giugno 2010

Arrivi e partenze

Sto via una settimana e al mio ritorno trovo un nuovo ministro legittimamente impedito, la nazionale di calcio presa a calci, Dell'Utri con lo sconto "Famiglia"... Quasi quasi riparto.

martedì 22 giugno 2010

Perfetto e naturale come un cerchio nel grano

Tutto torna. Da mesi notavo una presenza massiccia di notizie su UFO e affini su valorosi tg come Studio Aperto, il tg pensato per i giovani; pubblicazioni dei discorsi di Mussolini; esternazioni sulle meraviglie di un politico carismatico, telegenico, gggiovane; la ricerca della felicità, dell'amore che vince sull'odio e l'invidia, e mi chiedevo: ma è una delle tante armi di distrazione di massa? è becera pubblicità? è la solita propaganda? Poi stamattina ho sentito le tracce dell'esame di maturità e ho capito tutto: erano indizi! A quando un tema sui crop circles a forma di farfallina in onore del Presidentissimo?

domenica 20 giugno 2010

I Minchia - Neh

Giornata al mare. La fauna marina è sempre un ottimo campo d'osservazione per studi sociologici. Oggi vi parlerò di quelli che, con formula riassuntiva, io chiamo i "Minchia Nèh": sono i meridionali emigrati al nord, che contaminano il loro linguaggio con intercalari bipartisan appunto. Ritratto:
1) Di solito emigrano con l'aria del martire che non vuole abbandonare la propria terra, che magari fino a qualche giorno prima aveva denigrato, e tornano con l'aria dell'imprenditore bauscia di successo, qualunque lavoro essi svolgano.
2) Spesso fanno al nord lavori che nel loro paese mai.
3) Si muovono come se tutti li osservassero; e questo denuncia inequivocabilmente la loro provenienza da contesti iper-provinciali/paesani, preferibilmente del sud Italia. Chi vive nei piccoli paesi sa che una faccia nuova suscita sempre attenzione, e se,  ad intuito, questa faccia proviene da nord Italia (cioè da Roma in su) o addirittura dall'estero, l'attenzione si fa morbosa.
4) Parlano sempre ad alta voce, con accento forzatamente nordico, in modo che si sappia che con i meridionali loro vicini di ombrellone non hanno niente a che fare.
5) Se l'accento può, per un orecchio non allenato, dissimulare l'origine, il lessico tradisce sempre. Pronuciare in torinese termini dialettali italianizzati non regge.
6) Quasi sempre parlano dei meridionali in termini negativi (ad alta voce, naturalmente).
7) Spesso votano Lega.
 
Giornata al mare, dicevamo. Vicini di ombrellone urlanti, 3 figli piccoli dai nomi celtici (Agata, Santo, Concetta, per esempio). Riporto (quasi) fedelmente: "Mamma mia, ma sta gente del sud è insopportabile; sono lenti lenti lenti; per questo le cose vanno male, se lo meritano" (Mamma mia è la traduzione di Beddamatri, tipica esclamazione terrona); "Agata, sistema la tovaglia!" ("Agata, stendi bene il telo da mare" N.d.T.); "Mamma mia, ma l'acqua non è bella" (Buon naviglio a tutti!); venditore ambulante regala un elastico per capelli alla bimba e la madre: "Senti tu, ma io ho tre figli, me ne devi dare altri due" (senza commento); "Ma qui sono malati in testa, ci sono prezzi..." (si riferiva ai prezzi di luoghi sconosciuti come Cefalù e Taormina; sono sicura che a Quarto Oggiaro una sdraio+ombrellone costi meno). Uscita di scena: maglietta aderente sulla panza, ciabatta di plastica lancia-sabbia e strisciata sul marciapiede con ritmo celtico. Buon viaggio di ritorno e... accura a' neglia!!!

venerdì 18 giugno 2010

Fringe

Così la mia fantasia si spegne. La loro realtà riesce sempre a sorprendere e a spingersi ogni volta più in là. 
L'ultima (credo): la "modica quantità" nella violenza sessuale contro minori. Il tutto infilato (con moderazione) nel grande disegno, quello della legge sulle intercettazioni. 
I firmatari si sono fatti piccoli piccoli, che ironia!, dopo il polverone suscitato dall'ennesima porcata. Ma qualche ometto di buona volontà li ha messi alla luce. La loro illuminata proposta prevedeva di abolire l'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se di "lieve entità".

Eccoli, memorizzate bene:


sen. Maurizio Gasparri (Pdl),
 
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania), ossia colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico",
 
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),
 
sen. Roberto Centaro (Pdl),
 
sen. Filippo Berselli (Pdl), il quale ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta",
 
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania), che ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti",
 
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania), che ha detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone".



mercoledì 9 giugno 2010

Mr. Lanza is back

Si è svolta ieri a Valguarnera, paese natale dello scrittore Francesco Lanza, la presentazione del libro Sicilian Mimes: a gallery of sly and rustica tales del prof. Gaetano Cipolla. 
Erano presenti anche Nicolò D'Alessandro, autore di alcune ottime illustrazioni dei mimi presentate nel 1999 in una mostra dal titolo "Dal nero del segno ai colori del sogno"- Omaggio di 60 artisti siciliani a Francesco Lanza, presso la Galleria Civica di Enna; Marcella Tuttobene, artista, presidente dell'Unesco di Enna e co-fondatrice della casa editrice Il Lunario, ispirata proprio ad un'opera di Lanza, insieme ai soci fondatori Rocco Lombardo, storico dell'arte, e Giuseppe Accascina.
Il pubblico di siculi e siculo-americani ha gradito la doppia lettura di alcuni Mimi in italiano, con Chiara Mazzucchelli, e in inglese, dello stesso prof. Cipolla. La scelta è caduta su alcuni di quelli più "morbidi", ma il risultato è stato comunque di grande ilarità. Segno che l'opera di traduzione del professore è stata efficace e ha reso lo spirito lanziano e delle storielle popolari. Non poche le difficoltà incontrate dallo studioso nel tradurre non solo i termini rubati al linguaggio contadino, ma anche alcune espressioni idiomatiche, come l' "ahbò" tipico dell'intercalare piazzese, e i doppi sensi ad ispirazione faunistico-agreste. Nonostante ciò, le storie, sentite finora solo come tipiche del mondo contadino e paesano siculo, sono arrivate a destinazione con il loro carico di umorismo greve e raffinato ad un tempo. Nel discorso di apertura dell'incontro, il neo-sindaco di Valguarnera ha prospettato la possibilità, oltre che la necessità, di recuperare alla cultura cittadina anche il premio intitolato a Francesco Lanza. Speriamo che le promesse giungano a compimento, anche se un passo avanti è stato di certo fatto: un predecessore ignorava non solo l'importanza ma perfino l'esistenza dello scrittore...

domenica 6 giugno 2010

Arrivano gli americani con un carico di Mimi

Finalmente ci siamo. Il prof. Cipolla, della St. John's University di New York, arriverà martedì 8 giugno a Valguarnera  (EN) per presentare la sua traduzione dei Mimi siciliani di Francesco Lanza. A questo primo incontro,in forma più privata e informale, si spera ne seguano altri per iniziativa del mondo accademico siciliano. Ecco il comunicato stampa curato dall'Associazione Culturale Francesco Lanza, presieduta dalla prof.ssa Rina Virzì. 

La casa natale, disegno di Marcella Tuttobene

Organizzata dall’Associazione Culturale Francesco Lanza, presieduta dalla prof.ssa Maria Rina Virzì,  martedì 8 giugno alle ore 11,00 nell’aula consiliare del Comune di Valguarnera si terrà la presentazione del  volume Sicilian Mimes: a gallery of sly and rustica tales del professore siculo-americano Gaetano Cipolla.
L’opera, presentata per la prima volta in Italia, è la traduzione  in inglese del  libro I mimi siciliani dello scrittore valguarnerese Francesco Lanza. 
Il prof. Gaetano Cipolla è ordinario d’italiano del Dipartimento di Lingue e Letterature alla St. John’s University di New York, dove dal 1978 tiene corsi di lingua, civiltà e letteratura italiana, e corsi sull’arte della traduzione letteraria.
Dal 1996 al 2002 ha ricoperto la carica di Preside della Facoltà di Lingue Straniere. Prima di dedicarsi alla traduzione di testi siciliani ha svolto una intensa attività nel mondo accademico come critico letterario, pubblicando diversi saggi su Dante, Petrarca, Tasso, Pirandello, Calvino e altri in riviste di italianistica come Italica, Italian Quarterly, Quaderni d’Italianistica, Gradiva, etc.
Dirige da diversi anni l’importante rivista Arba Sicula che promuove e diffonde la lingua e la cultura siciliana negli Stati Uniti. 
Per la sua intensa e qualificata attività culturale ha ricevuto negli Stati Uniti e in Italia  numerosi premi e riconoscimenti.
Siciliano d’origine, di Francavilla di Sicilia, vive e opera  da 55 anni  negli Stati Uniti. È  sempre rimasto fortemente legato alla sua terra d’origine tanto da volere diffondere negli USA il valore della cultura siciliana e dei suoi autori, traducendo  in inglese diverse opere tra cui  Don Chisciottu e Sanciu Panza di Giovanni Meli.
Per la presentazione del suo ultimo lavoro, quello su Francesco Lanza, il Prof. Gaetano Cipolla sarà presente a Valguarnera accompagnato da una nutrita delegazione di  ben  35 siculo-americani.

Per qualche notizia in più:

sabato 5 giugno 2010

Romani di profilo

A volte basta leggere un curriculum per capire.
Finalmente la meritocrazia tanto decantata ha dato i suoi frutti.
Leggete questo interessante profilo sul blog "Alessandro Ghebreigziabiher".





La Storia:

Prendi un individuo a caso, un Paolo come tanti.
Un uomo medio, magari di Milano.
Un cittadino con una cultura medio bassa, preferibilmente non laureato. Il che è condizione necessaria, ma non sufficiente, sia ben chiaro.
Metti che sia una persona intraprendente e che possibilmente abbia iniziato la sua carriera fondando nel 1974 una rete privata. Che so, tipo TeleLivorno, va’, una a caso.
Immagina che poi due anni più tardi divenga direttore generale di un’altra emittente. Una delle tante, come ad esempio Rete A, o MilanoTv e Canale51.
Ma è solo un esempio, eh?
Dicevo, una come Rete A, un canale di prestigio che si vanti di aver lanciato montagne di indispensabili telenovelas e dato lustro a personaggi di prestigio come Guido Angeli e Wanna Marchi, oltre a preziose collaborazioni con giornalisti di spicco del calibro di Emilio Fede, reporter noto nel paese per la sua indubbia onestà intellettuale.
Poniamo caso che nel 1986, dopo tali folgoranti trascorsi, il nostro riceva la proposta di diventare amministratore delegato di un altro canale emergente. Uno qualsiasi, come Telelombardia.
Metti che tale invito gli sia fatto da un galantuomo dalla fedina penale illibata, uno come Salvatore Ligresti, arrestato e condannato per tangenti, ma che oggi è nel consiglio di amministrazione di Rcs e Unicredit, tanto per dire.
Immaginiamo ora che il nostro eroe decida di mettersi in proprio, per dirigere un canale tutto suo. Uno come Lombardia 7, così, facendo per ipotesi. E metti che questo canale diventi popolare grazie ad una trasmissione per adulti condotta da una nota pornostar e collegata a numeri 144 e 166, ovvero i cosiddetti telefoni erotici.
Avete presente che specie di programma? Tipo "Vizi privati e pubbliche virtù", quel geniale talk show condotto da Maurizia Paradiso.
Un fiore all’occhiello in qualsiasi curriculum di qualcuno che desideri far carriera nel campo delle comunicazioni.
Infatti, metti che nel 1994 il nostro Paolo venga eletto deputato esattamente dopo questa significativa dimostrazione di competenza e abilità. Immagina che il partito che lo accolga sia un movimento creato da un discusso imprenditore,  anch'egli uomo di tv, sin da allora accusato di scendere in campo per salvarsi dai processi
che lo riguardano. Qui non faccio esempi, suppongo non serva.
Ecco, ora metti che in questi anni il protagonista di questa storia faccia carriera nel partito e diventi vice di un importante ministero e con un’autorevole delega. Come il Ministero dello Sviluppo Economico e la delega alle Comunicazioni.
Avete presente adesso il quadro completo?
Ricordatevi da dove quest’uomo è partito e riflettete su cosa è diventato e grazie a chi.
Non pensate che direbbe qualsiasi cosa pur di continuare la strada fatta finora?


Qualcosa tipo: "Il Tg1 di Minzolini non mi dispiace, è quello che guardo se voglio essere sicuro di essere informato in una maniera ragionevolmente corretta.
Serena Dandini è peggio di Santoro, il Tg3 fa danni per trenta minuti, mentre Rainews 24 per ventiquattro ore al giorno" ?

martedì 1 giugno 2010

Encefalogramma piatto, con buona pace di tutti



Con la scusa del pacifismo, caro Feltri, oggi ti evito gli insulti a tinchitè che mi sono venuti in mente. Ma di cosa mi stupisco poi: l'amicone di tutti con il cerone doveva lanciare un messaggio agli amici israeliani, e da dove farlo se non dal suo giornale? Le pagine di Feltri sono anoressizzanti, nel senso che leggi e vomiti finché ti passa la voglia di leggere. Se continua così, sarò magrissima a breve.

lunedì 31 maggio 2010

Armi di pacificazione di massa

Ci mancava solo questa. Da oggi qualcuno potrà anche dire che nutro sentimenti antisemiti? No, per favore! Siate onesti. Il fatto che il governo italiano, con il puffo riverniciato, si sia dichiarato pienamente dalla parte delle scelte di Israele è dettato solo dalla necessità di ripulirsi. Uno dei partiti al governo si è lavato con acqua termale anni fa e ora la camiciaappare non più nera ma grigia; ma questo non basta. Razzismo  è attaccare una parte rispetto ad altre, per ragioni che prescindono dalla logica, ma criticare un governo (non un popolo) che compie azioni come quella di stanotte non è razzismo. La questione mediorientale è troppo complessa, confesso che mi sfuggono molte cose. Ieri, un mio lettore mi aveva segnalato un appello dedicato proprio alla flottiglia di aiuti umanitari e non ho fatto in tempo a pubblicarlo che è successo quello che tutti avete visto. Io non ho paura di esprimere il mio disgusto, perché ho la coscienza pulita. So di non essere antisemita se critico la politica di un governo che affama la popolazione di Gaza, che continua a espandere le cosiddette colonie reputandolo un suo diritto contro tutte le evidenze, che usa armi non consentite, che fa uso di scudi umani; so di non essere anti-americana se dico che gli Stati Uniti non potrebbero mai criticare le violazioni dei diritti umani o l'embargo a Gaza, perché significherebbe mettere in discussione il loro operato nelle guerre vicine e lontane e contro Cuba; so di non essere di parte se dico che anche Israele possiede armi nucleari e lo ritengo un pericolo dato il clima creatosi, ma che Israele non verrà mai criticato o ammonito in alcun modo perché alti sono gli interessi economici delle lobby in America.
Potrei continuare. Ma servirebbe? Le dichiarazioni dei vari rappresentanti governativi già si affollano; figurarsi che anche Frattini è stato svegliato per proporre una delle sue inespressive tiritere. Si dirà che è stata una reazione alle provocazioni dei pacifisti (si sa, è gente strana); già hanno detto di aver trovato armi, ma forse erano quelle usate per l'ospedale di Emergency (fatto l'investimento, bisogna sfruttarlo, ecchecca'!)... Io non mi faccio dare dell'antisemita dagli eredi del fascismo delle leggi razziali; non mi faccio dare dell'antisemita, con scomunica in regalo, da una chiesa che fino a poco tempo fa parlava di "popolo deicida"; io ho la coscienza pulita, non ho peccati politici, religiosi, storici da farmi perdonare. Resto in attesa della notizia confortante: ognuno potrà dire quel che pensa davvero, senza timore dei soliti qualunquisti che si indignano e, privi di argomentazioni plausibili, si inalberano con un generico e ingiustificato "Antisemita!". 

Genova brucia

Brucia ancora

Simone Cristicchi è un cantautore. Per mestiere, quindi, scrive canzoni; e l'ispirazione nasce dalle cose che vede e che sente. Così deve essere nata "Genova brucia". Una canzone che, pronta dal 2002, la casa discografica non aveva fatto pubblicare perché ancora troppo recenti i fatti del G8. Fin qui tutti d'accordo (?). Al Concerto del Primo Maggio, però, lo sciagurato ha osato proporre la sua canzone davanti a migliaia di persone, per non contare i milioni da casa.  Da lì è nato un caso. Il sindacato di polizia Coisp si sente offeso dal testo e, tramite un suo segretario regionale, il genovese Matteo Bianchi, invita tutti i poliziotti non in servizio l'8 maggio a recarsi al porto antico di Genova, dove si esibirà l'artista, "per onorarlo come merita"; preciserà, poi, Bianchi che intendeva "un invito ironico a fischiarlo civilmente". Il cantante, peraltro, si era già scusato in tv dicendo: "Chiedo scusa pubblicamente se ho offeso qualcuno, non era quello il mio intento. ‘Genova Brucia’ non voleva essere un’accusa verso tutte le forze dell’ordine,ma una critica specifica nei confronti di alcuni poliziotti che abusano del loro potere". Il sindacato, invece, continua a chiamarlo "ragazzetto ignorante e irresponsabile", "cantore dell'infamia", "vile personaggio", e continua a definire la sua canzone "una porcheria" e la presenza al Concerto del Primo Maggio "una becera esibizione".
Don Gallo ha letto queste ed altre soavi e responsabili parole in un comunicato del Coisp ricevuto il 4 maggio, dove, tra l'altro, il segretario generale Franco Maccari annuncia orgogliosamente minacce e promesse di "affettuosi" attestati all'email ufficiale del cantante. Don Gallo, in risposta, lancia un appello per esprimere "solidarietà alla parte democratica delle forze dell’ordine, alla famiglia Giuliani, a Simone Cristicchi minacciato e alle centinaia di migliaia di protagonisti pacifici di quelle indimenticabili giornate". Conclude: "In attesa di far emergere le responsabilità politiche l’onestà è la miglior politica. Io canto Genova brucia e voi?" Questo blog la canta a squarciagola.
Fin qui la cronaca dei fatti.
 
 Ora un piccolo contributo personale. Io sono tra quelli che non si sentono sicuri e protetti dalle forze del cosiddetto ordine (parola che mi scatena fastidiosi pruriti ancestrali), da ben prima dei fatti del G8. Non è un preconcetto da "centro sociale occupato", ma viene dall'osservazione della realtà. Ci sono mestieri che chiunque può fare e altri no. Mestieri che necessitano di particolari riguardi per l'incidenza sociale che hanno e altri meno. Nel mio piccolo mondo ideale sarebbero davvero pochi a poter fare i medici, gli insegnanti o i poliziotti/carabinieri/soldati ecc... Non so altrove, ma nella mia realtà chi "sceglie" di intraprendere quel tipo di carriera, che ti porterà a indossare una divisa, ma soprattutto a impugnare un'arma, è di solito il ragazzetto (ora anche la ragazzetta) che a scuola andava malvolentieri, che si è diplomato o a calci in culo o per sfinimento del corpo insegnante o comprandosi il titolo. Cosa fare allora? Il lavoro scarseggia per tutti, e poi 'sti contratti nuovi con pochi euro e niente contributi, meglio un lavoro sicuro come fare il carabiniere/poliziotto et similia. E poi indossi anche una divisa che ti fa sentire finalmente importante, dopo aver passato l'adolescenza a marcire negli ultimi banchi, metaforicamente s'intende. Allora via con la ricerca della raccomandazione, prima ancora che con l'acquisto dei test già risolti per il concorso. Esagerata? No; ho sotto i miei occhi esempi di questo genere TUTTI I GIORNI; si annoverano casi tra parenti, conoscenti/amici, ex alunni. Mi immagino quest'armata di cretini, orgogliosi di esserlo o convinti di non esserlo, che marciano sulla strada e che, magari per la poca dimestichezza con la lingua italiana e per il congelamento volontario dei neuroni, fraintendono un mio comportamento e possono reagire, usufruire di un'arma, e mi vien voglia di barricarmi in casa. Un po' come quando da bambina avevo paura dei cani e mi dicevano: "Ma no, cammina tranquilla e non ti faranno niente"; e io replicavo: "Ma se fossi costretta a correre per motivi miei come faccio a spiegare al cane che non ce l'ho con lui? non mi capisce!". Ecco: è un problema di recapito/ricezione del messaggio.
Il cattivo svolgimento del proprio lavoro è, però, anche volontario. Episodio raccontatomi anni fa: fila di macchine, una macchina con tre ragazze, posto di blocco, paletta e stop. Solita tiritera documenti e poi...quattro chiacchiere con le donzelle, mentre alle spalle passa più volte la vettura (parlo come un verbale?), conosciuta da tutti, del più noto mafioso del posto, che va e viene come vuole dalla sua villetta abusiva fuori città. Eh, mi si dirà, ma tu lo sai quanto rischiano questi ragazzi per strada, per combattere la criminalità? Sì, lo so e lo apprezzo, ma...non è quello che hanno "scelto" di fare? Se io entro in classe e mi rifiuto di fare lezione perché tanto sono tutti asini, sono ca*** amari; se un vigile del fuoco si rifiuta di spegnere un incendio perché è pericoloso, lo sbattono fuori a calci in culo; se un medico decide di non operare perché il paziente potrebbe morire e lui non vuole fastidi legali...(sarebbero ca***, ma a volte no). La mia è, ovviamente, una generalizzazione.
Essendo un'inspiegabile ottimista continuo a credere che possano esserci anche elementi validissimi, come il capitano Antonello Parasiliti, del comando provinciale dei carabinieri di Trapani, con il quale ho condiviso parte della mia formazione scolastica. Proprio per questo posso affermare che la sua presenza mi rincuora; era un ragazzo intelligente, modesto, colto, caparbio, umile: tutte qualità che sono sicura avrà portato nel suo lavoro. Prova ne è la cattura del boss Salvatore Miceli, considerato uno dei trenta latitanti più pericolosi. Ma, lo confesso, non mi basta. E, partendo dalla mia esperienza, se continuo a vedere certi spettacoli, mi sento IO offesa.