martedì 23 febbraio 2010

Giornalista Prêt- à - porter

Cosa esattamente abbia voluto dimostrare Vespa ieri sera, in apertura di trasmissione, pochi lo hanno capito. Io non sono tra questi.
Il battagliero, impavido, imparziale giornalista degli scoop sui calendari, le diete, i nuovi concorrenti di "Ballando con le stelle" e i cantanti che fumano crack, avrebbe, credo, voluto rendere il "torto" subito durante l'apertura di Annozero, quando era stato mostrato il video della sua intervista (?) al Presidente del Consiglio, in ambiente "marchetta libro", accompagnato dalle ironiche parole del giornalista Santoro. La sua espressione lasciava intendere di essere riuscito (con maggiore eleganza rispetto all'altro, ça va sans dire
) nel suo intento, ma a me francamente sfugge il senso di questa presunta dimostrazione delle efferatezze santoriane.
Ho deciso di segnalare il video, per vedere se qualcuno dei lettori di questo blog può aiutarmi a capire meglio. In realtà quello che io vedo, mettendo a confronto i video proposti, è che Santoro ha risposto allo stop elettorale richiesto per trasmissioni come la sua, e che ha colto l'occasione per prospettare una nuova figura di giornalista che potrebbe risultare gradita a politici e loro amici. Certo, il video proponeva l'accoppiata Vespa - Berlusconi; ma è colpa di Santoro se, in quell'occasione come in altre, l'impavido giornalista ha mantenuto un certo tenore nell'intervista?
Una delle accuse di Vespa è, poi, che Santoro avrebbe "montato" ad arte il filmato, omettendo la parte in cui si lanciava in insistenti, pericolose e ardite domande; è vero, è stata mandata in onda solo una parte della ghiotta scenetta, ma perché Santoro voleva mostrare quello che in molti preferirebbero vedere in un giornalista, cioè zero domande e libera, leggera, scazzatissima conversazione su nipotini, "sacra famiglia" e battutine da bar sulla sacra ricorrenza, tutta politica, di San Valentino.
E poi, guardate quest'altro video, in cui Travaglio racconta un episodio che lo riguarda, legato a Porta a porta. Anche Vespa ha fatto opera di montaggio, mandando in onda, decontestualizzato, un intervento di Marco Travaglio sul suo Passaparola.
Alla fine, chi ha dimostrato cosa? Santoro, che Vespa è un ex giornalista? o Vespa, che Santoro è uno dei pochi giornalisti che si ostina a dare notizie sul caro presidente barzellettiere?
Entrambi hanno ottenuto, a mio parere, degli ottimi risultati in linea con i loro obiettivi.


     

sabato 20 febbraio 2010

Circa diem

È facile impressionare le giovani menti, quando queste sono state tenute nel buio confortante, e desolante al tempo stesso, delle mere nozioni scolastiche. Basta tenere in cattività degli adolescenti per 4 anni, dai 14 anni in su,  ed essi resteranno affascinati da un'insegnante che parla di ritmo circadiano. È quello che è successo a me qualche tempo fa. Un mio alunno aveva delle abitudini...come dire...di vita mondana chimica... e mi sono permessa di dare qualche suggerimento, evitando facili e inutili moralismi e paternali. Ho parlato, così, all'intera classe dell'importanza di un buon sonno e di ritmi di vita più regolari per ottenere il meglio da se stessi (e dagli altri); di come, in passato, io avessi subito, durante un periodo di "vita notturna vacanziera" un ribaltamento del ritmo circadiano e delle conseguenze che ciò aveva comportato.
Il discorsetto, vago per scelta, sembrava essersi dissolto nell'aria gelida dell'aula che ci ospitava; e invece scopro che proprio quel ragazzo aveva segnato "circadiano" sul suo quaderno, per non dimenticare il termine nuovo e approfondire. Be', il suo stile di vita non si è certo "ripulito" all'improvviso, ma è arrivato agli esami di maturità, superandoli anche con un buon voto, contro tutte le aspettative. Che abbia dormito un po' di più e senza additivi? Mi piace crederci. In ogni caso, ora  ci sono voci più autorevoli che potranno meglio impressionare nuove giovani menti. Scoprirete, leggendo l'articolo segnalato, che dormire fa bene anche a... Be', buon sonno a tutti!

venerdì 19 febbraio 2010

LSD: unitevi!

Come è nato il mio nick? Mi laureo, inizio a distribuire curricula, cerco occasioni di lavoro e... questa è la mia prima, indimenticabile avventura da L.S.D., Laureata Sicula Disoccupata (il post è un po' datato...ma sempre valido)
Avete presente quel terribile limbo dei primi mesi post-laurea? Aggiorna il curriculum, scrivi ipocrite lettere di presentazione, invia mail a tutti i contatti che riesci a trovare su internet...e poi...ASPETTA. Ma sì! Da un giorno all'altro potrebbe arrivarmi la telefonata che aspetto! Intanto i parenti e presunti tali ti assillano:"Ma lascia perdere 'ste lettere e 'sti curriculum! Datti da fare! Muoviti! Parla con qualcuno! Smettila di stare davanti al computer! Io conosco una che..." E lì parte una lunga sequenza di casi straordinari, di persone straordinarie, che con i loro esigui mezzi sono riuscite a trovare lavoro, ma mica uno così...tanto per mettere da parte due euro e fare esperienza! NOOO! Loro hanno trovato il lavoro ideale, guadagnano bene, stanno già comprando casa... e qui parte la seconda parte del ca**iatone "per il tuo bene": le "altre" sono anche o felicemente fidanzate con ragazzi fantastici o felicemente sposate con uomini intelligenti e danarosi! E io?! Sto lì, davanti al pc... almeno ne approfittassi per conoscere qualche gagliardo serial killer!!
Ebbene, questo clima così disteso mi ha portata tempo fa ad accettare un colloquio di lavoro che in condizioni normali MAI!
Telefonata:"Sono XXX della XXX stiamo cercando persone interessate per lavori da impiegati ecc..." -"Ma come avete avuto il mio numero?"- "Usiamo un sistema americano di selezione numeri"- (AH! Be'! Allora...!)-"Venga domani per un primo colloquio. Mi raccomando: massima puntualità!"
Mi presento al colloquio munita di curriculum e un diktat psicologico: Resisti! Fai finta di niente, o i parenti ti diranno che "allora sei tu che non vuoi trovare lavoro!". Bene. Entro. Oh (mio?) Dio! La sede dell'azienda è uno squallido appartamento sgarrupato. Entra!Entra lo stesso! Apre la porta una "segretaria": alta 1,01; capelli unticci e mechati (si scriverà così?); minigonna (leggi copripube) di jeans scolorito; ciabatte infradito in plastica, scolorite pure quelle; basta? Resisti! Resisti! Mi porge un fogliettino in cui segnare i miei dati. Niente di strano qui, direte! E invece no. Gli unici dati che interessano sono se ho una macchina e poco altro. Dietro c'è una griglia con alcuni aggettivi. Devo segnare con le lettere P e M quelli che mi rappresentano di più e di meno. Ho dovuto contrarre muscoli che non sapevo di avere per restare seduta. Passo nell'ufficio del boss che mi farà il colloquio. Un lattante in giacca e cravatta, aria da "macellaro che ha fatto i soldi". Colloquio: "Ah! Leggo nel suo profilo (sic!) che non possiede auto propria" -"In effetti ho la macchina, ma non è sempre a mia disposizione" -"Ah, bene. Le spiego in cosa consiste il lavoro.(Di già? e non mi chiede niente?) Noi siamo una filiale di una grande azienda americana con sede a Cleveland, Ohio, proprio accanto alla Nasa". I miei muscoli mi hanno tradita: una risatina di scherno mi è sfuggita....Accanto alla Nasa? Ma quale, quella che fa i lanci nello spazio? Quella praticamente in mezzo al nulla? Quella che in teoria avrebbe bisogno di un bel po' di spazio attorno, così, per sicurezza...? Ormai per me il "colloquio" è finito, ma resto per puro divertimento. Il tizio non capisce, scambia il mio sorrisino per ammirazione...non so se mi spiego. Si lancia in un discorso cinofallico (a ca**o di cane, per intenderci) per spiegare che potrei iniziare col fare 60 promozioni di un prodotto rivoluzionario, fatto con materiali Nasa (arridaje!), e guadagnare un fisso di 750 euro + incentivi di 150 x promozione.  Allora, 'mpari, accurzamu! Non può dire di più... Vabbè! Hasta nunca! Conclusione: torno a casa, mi appiccico gli occhi al pc (Beddamatri! e chi li sente ora i parenti!) e cerco di questa fantomatica azienda. Le truffe sono migliaia. Si trattava di vendere un'aspirapolvere; che costa 4000 euro; che si surriscalda dopo 1 minuto; e che si piega non appena lo sconcichi un po' (forse hanno usato gli stessi materiali dell'ultima navetta, che si è spurtusata non appena entrata in orbita!). Nessuna delle persone "arruolate" è mai stata pagata. Le punizioni per le vendite mancate non erano solo simboliche... L'azienda dietro le tante piccole intermediarie è la XXX (ho deciso di censurare il nome dell'azienda, viste le velleità da setta...)
Ma ti pare che il mio primo colloquio post-laurea...

lunedì 15 febbraio 2010

CentOrrorino

A fine dicembre 2009 è stato nominato il nuovo assessore regionale all'Istruzione e Formazione, Mario Centorrino. Per chi volesse notizie più complete sul suo profilo visiti questo sito.
Vi anticipo quello che dichiarò subito dopo la nomina: “Sono qui con le mani nude e con la migliore volontà possibile di contribuire a un processo di cambiamento e di riforma che mi sembra d’obbligo. Ma la prima cosa da fare è rendere la Sicilia normale, di eliminare tutti gli aspetti che rendono questa regione, anche davanti all’opinione pubblica, anomala”. Ebbene, lo stesso assessore si è prodotto nei giorni scorsi in quella che l'onorevole Granata ha definito "una provocazione intellettuale".
Per quelli di voi che non hanno avuto il piacere di vedere, leggere, sentire questi fini intellettualismi, eccoli:
"Le ideologie sono ormai superate. Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa. Non leggiamo più per un po’ Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perché sono una sorta di sfiga nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo".
Ora mi sono molto più chiare le sue parole, quelle da fresco di nomina. La cosa che apprezzo di più, però, è il richiamo all'unità di intenti. Ma sì, ragazzi, colleghi, amici di destra e sinistra, prendiamoci una pausa da certe letture che portano sfiga.
Ma dico!?! Già si fa una fatica bestia a far leggere i ragazzi, poi ci mettiamo di mezzo la superstizione, i vestiti neri con bombetta e occhiali neri alla Totò ne "La patente" pirandelliana e che resta? Un politico che non sa neanche a che partito è iscritto, perché lo fanno gli amici per lui, e che pensa a spararle grosse nel poco tempo che gli viene concesso in un'occasione istituzionale. Non mi credete? Leggete questo articolo. C'è anche l'aggravante che si tratta, pare, di un cosiddetto uomo di sinistra. La sinistra della cultura, degli Sciascia e dei Camilleri, fra gli altri. MMMhhh, forse ha ragione l'assessOrrorino Centorrino: le ideologie sono superate; destra e sinistra sono la même chose!

domenica 14 febbraio 2010

Crea un logo per A tinkitè

Ho insegnato in un Istituto d'arte e mi sono appassionata al lavoro dei miei alunni. Alcuni di loro sono ottimi artisti: pittori, scenografi, decoratori, grafici. Ho deciso, così, di rendere visibili alcuni dei loro lavori su questo sito e di proporre una sorta di concorso: "Crea il logo per questo sito". Inviatemi le foto dei vostri lavori, ma...non dimenticate di firmarli!
Visitate la pagina Tinkit'art!

giovedì 11 febbraio 2010

Benvenuti nei miei dati sensibili

Chi non ha mai scaricato un film o un mp3 dalla rete alzi il mouse!
Per tutti gli altri, so che siete tanti, consiglio la lettura di questo articolo su
Repubblica.it. Ricordatevi di ripetere come un mantra: è solo per uso personale, è solo per uso personale,
è solo per uso personale. Con i file ancora funziona...

E siamo ancora qui a chiederci se è vero

A furia di ripetere "non è vero, non ci credo, non è possibile, avrò capito male io" comincio a credere di essere diventata più tonta davvero.
O magari i fumi del crack di Morgan mi hanno investita portandomi di diritto nel mondo delle manie di persecuzione. A chi chiedere aiuto?
Leggo sul blog del "Fatto quotidiano": "Rai, la par condicio diventa un bavaglio". Approfondisco: la Rai, servizio pubblico, rende un magnifico servizio a... Tutte le trasmissioni di approfondimento, in periodo elettorale (ormai 12 mesi/12), non potranno andare in onda se non sotto pesanti trasformazioni della loro identità. Si dirà: be', qualcuno doveva pur dare una regolata a Santoro, Travaglio e quegli altri che si ostinano a parlare. Ma si è ben capito cosa sta succedendo? La Commisione di vigilanza ha competenza solo sulla Rai, non certo su Mediaset; quindi: in Rai non potranno andare in onda le uniche trasmissioni che propongono un punto di vista diverso, mentre su Mediaset potranno spaziare i vari direttori amici, commentatori servi, veline-ministri e conduttrici bislacche "che al di là delle appartenenze politiche non possono che apprezzare le parole e l'opera del presidente" (mi riferisco alla D'Urso, senza giri di parole). In sintesi il pubblico televisivo avrà la possibilità di ascoltare un unico punto di vista.
Ripeto: io sarò diventata tonta, ma a chi chiedere aiuto?

lunedì 8 febbraio 2010

Lanza torna a Valguarnera e parla 'miricano

In questi giorni ho ricevuto alcuni messaggi di Enzo Barnabà molto importanti. Vi riassumo parte del contenuto: Enzo ha ricevuto un messaggio da parte del prof. Gaetano Cipolla, docente alla St. John's University di New York e presidente e direttore di Arba Sicula, un'associazione internazionale che promuove la lingua e la cultura siciliane nel mondo. Progetto dichiarato dello studioso: tradurre in inglese i Mimi siciliani di Lanza (progetto realizzato e già in stampa). Nel mese di giugno Arba Sicula organizzerà un tour della Sicilia e desiderio del gruppo sarebbe di portare a Valguarnera il Lanza appena tradotto. Si è costituito una sorta di comitato provvisorio, per occuparsi dell'accoglienza e della presentazione del libro.
Ho una speranza: dato che, con la scusa "nemo propheta in patria", finora ogni iniziativa in omaggio allo scrittore valguarnerese è stata ignorata dalle istituzioni, vuoi vedere che stavolta, con Lanza che parla 'miricano, si toccheranno le corde dell'esterofilia e ne beneficeranno tutti?

Il mio incontro con Francesco Lanza

Una carriera universitaria articolata come la mia porta ad avere qualche difficoltà nel trovare il giusto relatore per la propria tesi, nonché il giusto argomento. I più deviano verso le discipline e i professori meno richiesti, altri bivaccano elemosinando attenzione dai "vip"; io, con la faccia tosta che spesso mi accompagna, ho bussato alla porta di Antonio Di Grado (per rendere l'idea: il vertice, a giudizio di tutti). La sua faccia di circostanza, già dopo le prime battute, non lasciava ben sperare, ma io ho inchiodato il mio sguardo al suo e gli ho detto: "Ho scelto di laurearmi, e in Lettere classiche, questo è il mio libretto, voglio una tesi che rispecchi il mio percorso di studi". ADG: "Lei è della provincia di Enna; ha studiato greco; la sua tesi sarà sul rapporto tra i Mimi di Francesco Lanza e i Mimiambi di Eroda". "Aggiudicata".
Mi sono fiondata in biblioteca a recuperare notizie su Lanza, scrittore di cui , lo confesso, non avevo mai sentito parlare; ho letto i Mimi sicilani; in poco tempo la
mia tesi era finita.
Sembrerebbe la storia di una qualsiasi laureanda disperata che accetta la prima tesi disponibile e la butta giù di malavoglia e invece no. La lettura dei Mimi mi ha riconquistata allo studio, alla lettura, alla ricerca, tutte cose che in tanti anni di università avevo dimenticato (sic).
Il risultato finale, benché a distanza di anni non mi soddisfi più e mi crei a volte qualche imbarazzo per l'ingenuità di qualche passaggio, è stato gradito da molti. Mi ha garantito il massimo dei voti in sede di laurea, i complimenti del mio relatore e dei correlatori, la conoscenza e l'amicizia di persone come
Enzo Barnabà, Rina Virzì Lanza e altri appassionati cultori dello scrittore, la "cittadinanza" d'onore a Valguarnera e sue propaggini mediatiche.
Il mio debito nei confronti di Francesco Lanza ho iniziato ad estinguerlo in classe, con i miei alunni. Ho letto e fatto leggere le sue pagine, a cui è seguita una sorta di caccia alla storiella popolare del proprio paese più simile a quella letta. Qualcuno mi ha chiesto come mai Lanza non figurasse nei loro libri di testo e ne è seguito, purtroppo per loro, un mio comizio. Ciò che io non ho detto chiaramente, ma loro hanno perfettamente intuito, è la scarsa considerazione di cui godevano (e godono) i ragazzi che frequentavano quell'istituto. Tra i commenti più carini sentiti da colleghi interni ed esterni ricorreva un pietoso "è già tanto se riescono a capire l'italiano". Sì, è vero; molti hanno difficoltà sedimentate da anni di incuria loro e altrui, ma non sono stupidi. Lo dimostra il fatto che hanno tenuto in piedi, da soli, il progetto del giornalino scolastico e hanno letto e commentato con interesse Lanza. Io non mi prendo alcun merito se non quello di non averli giudicati a priori,di averli ascoltati e di non aver mai mentito.
È il miracolo
Lanza?

venerdì 5 febbraio 2010

Sarà il nome?

Mariastella l'ha fatta.
La riforma intendo. O meglio, così la intendono loro. Vediamo nei dettagli la riforma EPOCALE.




  • Si mette fine alla confusione dei mille indirizzi. Sì, certo; ma nelle ore passate a leggere le notizie sulla riforma, invece che parlare di indirizzi si parla di sezioni, aree e macro-aree. Non sono, poi, brava a far di conto (ai miei tempi la matematica si faceva...ma io no), ma leggo su AdnKronos: istituti tecnici con 2 macro-aree, divise rispettivamente in 11 e 9 indirizzi; musicale-coreutico con 40 sezioni musicali + 10 coreutiche; professionali con 2 aree e 6 indirizzi, e così via: non saranno mille ma... Dunque: hanno cambiato il nome?





  •  Ci saranno 6 licei, 4 vecchi e 2 nuovi. I 2 nuovi? Delle scienze umane e musicale-coreutico. Il primo, non vi entusiasmate, è solo il vecchio socio-psico-pedagogico, fu magistrale. Si sentiva netta l'esigenza di semplificarne il nome per venire incontro alle capacità verbali (non espressive) della popolazione scolastica e ... dei ministri competenti. Ma il colpo di genio è il secondo:finalmente anche le veline potranno dire di aver studiato! Io ho già un'idea su chi può aver suggerito un tale capolavoro. Me lo vedo a sbavare in occasione delle tante inaugurazioni dell'anno scolastico a cui sarà invitato a partecipare. E quanto nuovo materiale umano, sfornato già "pronto per il mercato del lavoro" (sic) delle fiorenti aziende di famiglia. Discorso a parte per il liceo artistico che dovrebbe incorporare anche gli attuali Istituti d'arte. Qui ci sarà una notevole riduzione d'orario dedicata ai laboratori artistici, ossia a quella parte finora considerata caratterizzante oltreché necessaria.





  • Il latino sarà valorizzato. Infatti nei licei scientifici e delle scienze umane, laddove lo studente scelga l'indirizzo, pardon la sezione/area/microqualcosa, scientifico-tecnologico o economico-sociale....il latino si catafotte giù per le scale. Vale la pena sottolineare che ciò comporterà un'ulteriore riduzione delle cattedre dei già incazzatissimi prof di latino? (Indovinate come faccio a sapere che sono incazzatissimi?!)





  • La geografia. Non è mai stata tra le mie materie preferite, ma ciò non toglie che sia importante. Tra l'altro 12 crediti di tale materia sono OBBLIGATORI per ogni aspirante docente. Per chi volesse un riassunto della questione dia un'occhiata alla sezione (ops) "Soda caustica". E l'alunno che durante una lezione di storia mi chiese "Ma la Prussia, pressorè, dove si trova?" avrebbe capito la mia articolata risposta senza nozioni di geografia?
                                                                                         
Conclusione: ma perché? c'è un oscuro disegno dietro tutto ciò? No, è palese: tenere il "popolo" nell'ignoranza per agevolarne il controllo.

Bassa insinuazione: ma non sarà che il nome Gelmini (vedi alla voce Don) porta a guardare in modo deviato al mondo dell'adolescenza?

giovedì 4 febbraio 2010

Omaggio alle sorelle anacoluto

Un piccolo assaggio di ciò che troverete nella sezione "Dietro la lavagna". Fatemi le vostre segnalazioni!

Due donne in un negozio provano degli anelli (chi sa, sa)
Donna A: "No, questo mi sta stretto; sa, io ho il dito a patatina"
Donna B: "Prova questo, vedi se ti entra nella patatina!"

mercoledì 3 febbraio 2010

Incrociamo i mouse

Questo blog nasce come rito apotropaico: domani 4 febbraio 2010 sapremo se almeno su internet potremo continuare a scrivere e leggere ciò che vogliamo.