sabato 20 febbraio 2010

Circa diem

È facile impressionare le giovani menti, quando queste sono state tenute nel buio confortante, e desolante al tempo stesso, delle mere nozioni scolastiche. Basta tenere in cattività degli adolescenti per 4 anni, dai 14 anni in su,  ed essi resteranno affascinati da un'insegnante che parla di ritmo circadiano. È quello che è successo a me qualche tempo fa. Un mio alunno aveva delle abitudini...come dire...di vita mondana chimica... e mi sono permessa di dare qualche suggerimento, evitando facili e inutili moralismi e paternali. Ho parlato, così, all'intera classe dell'importanza di un buon sonno e di ritmi di vita più regolari per ottenere il meglio da se stessi (e dagli altri); di come, in passato, io avessi subito, durante un periodo di "vita notturna vacanziera" un ribaltamento del ritmo circadiano e delle conseguenze che ciò aveva comportato.
Il discorsetto, vago per scelta, sembrava essersi dissolto nell'aria gelida dell'aula che ci ospitava; e invece scopro che proprio quel ragazzo aveva segnato "circadiano" sul suo quaderno, per non dimenticare il termine nuovo e approfondire. Be', il suo stile di vita non si è certo "ripulito" all'improvviso, ma è arrivato agli esami di maturità, superandoli anche con un buon voto, contro tutte le aspettative. Che abbia dormito un po' di più e senza additivi? Mi piace crederci. In ogni caso, ora  ci sono voci più autorevoli che potranno meglio impressionare nuove giovani menti. Scoprirete, leggendo l'articolo segnalato, che dormire fa bene anche a... Be', buon sonno a tutti!

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