giovedì 11 febbraio 2010

E siamo ancora qui a chiederci se è vero

A furia di ripetere "non è vero, non ci credo, non è possibile, avrò capito male io" comincio a credere di essere diventata più tonta davvero.
O magari i fumi del crack di Morgan mi hanno investita portandomi di diritto nel mondo delle manie di persecuzione. A chi chiedere aiuto?
Leggo sul blog del "Fatto quotidiano": "Rai, la par condicio diventa un bavaglio". Approfondisco: la Rai, servizio pubblico, rende un magnifico servizio a... Tutte le trasmissioni di approfondimento, in periodo elettorale (ormai 12 mesi/12), non potranno andare in onda se non sotto pesanti trasformazioni della loro identità. Si dirà: be', qualcuno doveva pur dare una regolata a Santoro, Travaglio e quegli altri che si ostinano a parlare. Ma si è ben capito cosa sta succedendo? La Commisione di vigilanza ha competenza solo sulla Rai, non certo su Mediaset; quindi: in Rai non potranno andare in onda le uniche trasmissioni che propongono un punto di vista diverso, mentre su Mediaset potranno spaziare i vari direttori amici, commentatori servi, veline-ministri e conduttrici bislacche "che al di là delle appartenenze politiche non possono che apprezzare le parole e l'opera del presidente" (mi riferisco alla D'Urso, senza giri di parole). In sintesi il pubblico televisivo avrà la possibilità di ascoltare un unico punto di vista.
Ripeto: io sarò diventata tonta, ma a chi chiedere aiuto?

Nessun commento:

Posta un commento