domenica 28 marzo 2010

Pallottole a orologeria

Recapitata all'indirizzo del premier una busta con pallottole. Le aveva finite?
Che tempistica svizzera in periodo di silenzio elettorale...
Battute a parte, ieri sono velocemente (ma non abbastanza, purtroppo) transitata per il tg 4 e ancora una volta mi sono chiesta che ci fa Fede in onda. 
Da questo episodio delle pallottole è partito lanciandosi in una ricostruzione del clima avvelenato, aggressivo e pieno di odio creato da... (non dice, ma fa intendere). Il colpo di genio è arrivato quando ha tenuto a precisare più volte che la base operativa degli autori di questi episodi era.......suspense.......Bologna! Ecco, avranno pensato i suoi telespettatori, perché Santoro & co. hanno fatto la manifestazione proprio lì. Riprende il discorsetto su questi tipacci che seminano odio e violenza facendo sempre intendere che tutto sommato sono riconducibili...non certo al partito dell'amore. Peccato che gli autori si siano sempre firmati come Anarco-insurrezionalisti.
Capito, Fede? ANARCO-insurrezionalisti!!! Per definizione gli anarchici non si riconoscono in nessun potere  costituito; chiunque ci sia al potere; potere di qualunque genere. Ma sono "sottigliezze" non alla sua portata, mi  rendo conto. E, cosa più grave, non sono certo alla portata del pubblico medio di Rete 4, che si decompone sul divano tra una telenovela, una soap-opera, una trasmissione tra i fornelli, vecchi film, e Walker Texas Ranger  (palese punto di riferimento del premier per i suoi "discorsi al popolo"). A proposito, lo sapevate che l'ineffabile Chuck Norris riesce a contare fino all'infinito 2 volte? Chi non l'ha capita è il pubblico ideale di Fede. O Verdini, per il quale i numeri sono psichedelia pura.

martedì 23 marzo 2010

Grazie De Gregori

Legalizzare la mafia sarà la regola del duemila, 
sarà il carisma di Mastro Lindo a regolare la fila 
e non dovremo vedere niente che non abbiamo veduto già.  
Qualsiasi tipo di fallimento ha bisogno della sua claque. 

domenica 21 marzo 2010

Milioni di risate

Questo sarà un post essenzialmente fotografico. Sul blog "Piovono rane" sono state pubblicate le foto che troverete più avanti.
Gli insulti non servono anzi li esaltano, le argomentazioni serie neanche li scalfiscono, l'elenco degli obbrobri viene trasformato in vanto e rispedito al mittente al grido di "comunisti disfattisti". Cosa si può fare allora? Sbugiardarli in modo univoco e ricoprirli di ridicolo. Ricordate il film "I cento passi" e Onda pazza, la trasmissione su Radio Aut? Peppino Impastato era riuscito a far breccia nell'inossidabile corazza autocelebrativa e ammantata di fascino da uomo d'onore di Tano Badalamenti proprio così, prendendolo per il culo, smontando pezzo dopo pezzo il "personaggio", presentandolo per quello che era in realtà: un ometto pieno di sé, che col terrore si faceva forte sui deboli. Un uomo così è più sensibile agli sfottò che minano le fondamenta del suo potere.
Ecco perché è inutile ricoprirli di sterco, meglio seppellirli sotto una robusta risata di scherno.
Per ora godetevi, si fa per dire, le foto che testimoniano il "bagno di folla" alla manifestazione del 20. Sarà, ma secondo me parlare di Milione/Milioni a loro porta un po' sfiga...
E ora fate il confronto con la stessa piazza, stessa prospettiva, il I maggio durante il tradizionale concerto.

venerdì 19 marzo 2010

Quel giorno in cui Dux significò Due

Sono un'inspiegabile ottimista. La scuola va a rotoli, ma così è più facile fumarla; la geografia scompare, ma tanto c'è il gps e il navigatore; e il latino? Be', poco tempo fa ho fatto delle lezioni di latino a una studentessa universitaria, diplomata al fu Magistrale fu Liceo Socio-psico-pedagogico, laureanda in Lettere, futura insegnante. Ho nascosto la pergamena di laurea dopo quel ciclo di lezioni, in preda alla vergogna di essere anch'io laureata in lettere, anch'io  insegnante. Si dice: non parlare mai con un cretino, qualcuno potrebbe non notare la differenza. Ecco, io non volevo correre nessun rischio. Ero desolata per lei e i suoi futuri alunni e depressa per me e per il mondo.
Durante il primo incontro le ho chiesto quali fossero i suoi punti deboli in latino, se la metrica, parte della grammatica o altro. La risposta: sapevo qualcosa al liceo, ma ora non tocco un libro di latino da anni (4/5).
- D'accordo, fammi vedere come leggi e traduci.
Sorvolo sui balbettii e i dittonghi con la pratica di divorzio firmata, ma alla traduzione ho avuto un sussulto.
- Dux non mi ricordo che significa... ah, sì...due!
- DUE????!!!!???? Ma non ti viene in mente niente che abbia un po' di assonanza e senso; guarda almeno il resto della frase!

Che stupida sono stata! La ragazza aveva ragione. Dux ora significa Due. Sì, ora in Italia i "dux", nel becero "ventennale" senso, sono due.


Ma sono un'inspiegabile ottimista, l'ho  detto; quindi, giochiamo!


domenica 14 marzo 2010

Dì di festa

Oggi è il giorno del Signore, e, dato che per commentare le ultime sortite del Commander in chief vestito di bianco e della combriccola che "ha sempre combattuto e mai nascosto" certi problemini "corali" ci vuole calma "olimpica" (mamma mia quanto politeismo per un'agnostica!), ho deciso di pubblicare altri mimi di Francesco Lanza, dedicati agli "uomini di chiesa".

Il monaco di Santo Nicola

Il monaco di Santo Nicola, dopo che s'era ingollato un gallinaccio intero e un barile di vino, si mise sul piazzale  dinanzi la chiesa, e sbuffava e ruttava, e tutto sbracato andava su e giù affannatamente.
Gli si avvicinò un poverello, e gli stese la mano:
- Per carità, Vostra Reverenza, mi date un soldo per un panino, che muoio di fame?
Il monaco lo allontanò con tutt'e due le mani:
 - Vattene, figlio, vattene! non vedi che per mangiare io sto morendo?


 

E un altro: se solo ci fosse ancora San Pietro...

Le minchie

Un giorno trovandosi San Pietro a passare di qua, vide il piazzese che arato il suo campo lo andava seminando:
- O che semini? - gli domandò.
E quello:
- Minchie, per chi non ne ha.
- E minchie sieno - disse San Pietro, facendoci sopra la benedizione.
E alla stagione infatti il campo produsse in abbondanza grandi minchie e rigogliose; e fu lo spasso delle vedove, delle vergini e delle maritate, cui una sola non bastava più.

mercoledì 10 marzo 2010

Un mimo vale più di mille parole...

Chi ha letto i miei post precedenti sa che ho fatto la tesi su uno scrittore siciliano sconosciuto ai più e meritevole di maggiore attenzione. Si tratta di Francesco Lanza, autore, tra le altre cose, dei Mimi siciliani. Per ulteriori informazioni consultate il sito dedicato allo scrittore (trovate tutto nella pagina Link).
I Mimi sono una raccolta di storielle popolari, molto brevi (a volte solo poche battute), di contenuto umoristico, ironico, a volte greve ma, tuttavia, di stile raffinato, caratterizzate da dialoghi rapidi e sapidi tra contadini della provincia siciliana; dialoghi che di generazione in generazione e di bocca in bocca sono arrivati a noi, restando  “immutati, con un rilievo plastico dal tocco classico in cui puoi riconoscere attualissimo il richiamo alla perfezione ellenica della Sicilia antica”(G. Cottone, “Profilo di F. Lanza”, in Francesco Lanza, Palermo, Ila Palma, 1989, p. 12).
Nelle descrizioni e nei dialoghi dei mimi c’è un impasto originale e felice di parlato popolare, lingua colta, indicazioni scenografiche,pittoriche, elementi figurali ed icastici, ammantato della soave ironia dell’autore, che rende unica l’opera.
Ho deciso di pubblicarne qualcuno, con incerta periodicità (ça va sans dire), per farli conoscere e perché, in una recente rilettura, mi è sembrato che potessero ben sostituire i commenti ai fatti del giorno/della settimana.
Ogni mimo, naturalmente, si può prestare a tante interpretazioni; a voi il gioco.

Il primo mimo di oggi si intitola "L'aidonese".

Un dì l'aidonese litigò col proprio asino, che non voleva saltare un fosso; e poiché quello inarcandosi gli parava la testa, egli accettò la sfida e la fecero a testate.
Dai tu che do io, la battaglia durò a lungo, e in¬fine l'asino dovette dichiararsi vinto.

- Ah, minchione! - gridò ansante l'aidonese, tastandosi la zucca - tu puoi vincermi benissimo per giudizio, ma in quanto a testa non me la fai: l'ho più dura della tua.

Il licodiano

Tant'era ladro il licodiano che, non avendo a chi rubare, rubava a sé stesso, e a chi non aveva nulla rubava la vista degli occhi, mettendoglisi avanti.
Or pentitesi della sua vita, andò a confessarsi; e compunto e contrito snocciolava tutte le sue prodezze, che non finivano più.
Arrivati alla fine, il prete alzò la mano per assolverlo, e in quella lui, che gliela adocchiava sin dal principio, gli tolse lesto la stola di dosso, e se la ficcò in tasca.
E prima d'andarsene:
- O della stola non m'assolvete?

Il mazzarinese

Il mazzarinese teneva in un canto un sacco col muso legato fitto. Ogni tanto l’apriva con cura, appena il tempo di fiatarci dentro e lo richiudeva in furia, più fitto di prima.
- O che fate? – gli domandarono una volta.
E lui:
- Metto in serbo il fiato per quando mi manca.

sabato 6 marzo 2010

Fiocco viola

Non ce la faccio. Sarà che non ho mai subito il fascino del potere, sarà che alte cariche e divise non mi impressionano più di tanto, ma davvero non ce la faccio a sopportare un tale livello di arroganza. Di Pietro sarà anche un bifolco, ma mi rendo conto che di fronte a certi episodi e a certe persone il livello deve per forza abbassarsi. Cosa è successo? Ancora una volta il Governo, quando è in gioco il Suo (sapete di chi) interesse, fa gli straordinari e partorisce obbrobri. Mai sentito che queste sessioni notturne si siano verificate per le urgenti questioni del lavoro, della crisi economica, dell'imbarbarimento delle istituzioni, del declino inarrestabile della cultura e dell'istruzione o della sanità. Hanno fatto le ore piccole per Eluana Englaro, speculando sul dolore altrui per una becera perenne campagna elettorale volta a dimostrare la loro inappuntabile moralità (seee, ci crediamo tutti...); hanno corso i 100 m delle leggi pro-premier e anti-giustizia così veloci da far mangiare polvere a Usain Bolt; e ora? È nato il decreto salva-liste! Fervono le iniziative per cercare di scuotere la sonnolenta opinione pubblica, ormai mitridatizzata dai mille veleni quotidiani somministrati dai berluscones.
Ne aggiungo una io, di una soave e marcata visibilità: per festeggiare il lieto evento ricopriamo di fiocchi viola Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi e tutte le sedi del Partito Dei Lacchè. 

Aggiornamento: da leggere anche Voglio scendere e Antefatto

venerdì 5 marzo 2010

Sondaggi in libertà...vigilata

 
 

Per ogni spiegazione sulle immagini proposte vi rimando al blog albertocane . Ma provate a fare un gioco: trova la differenza, o cosa c'è di strano... Prima di correre a leggere il post che vi ho indicato, lasciate le vostre ipotesi.

Colpa d'Alfredo

Ho perso un'altra occasione buona stasera
(...)
Mi son distratto un attimo...
Colpa d'Alfredo
che con i suoi discorsi "seri" e inopportuni mi fa sciupare tutte le occasioni
e prima o poi lo uccido!...lo uccido!
(...)
E mi ero già montato la testa...
Avevo fatto tutti i miei progetti...
(...)
Sono convinto
che se non ci fosse stato lui mi avrebbe detto sì!
Sono convinto
che se non ci fosse stato lui mi avrebbe detto sì!!!!


Alfre', sei tu che hai sciupato la buona occasione; ma chi vuoi uccidere? Ti bastava fare i compiti a casa, invece di copiarli davanti scuola. E da sempre, lo sai... dai, quando suona la campanella tutti dentro. E il tempo per comprare il panino certo che non c'è più...devi ricopiare i compitini! Certo, ti capisco, quel tipo col telefonino era proprio invadente...Pagherei Milioni per vedere la scena!
Ora basta. Non credo che siano degli incapaci, dei distrattoni golosoni col buchino nello stomaco; sono presuntuosi e arroganti. Sono convinti di poter fare tutto in libertà. Ho appena letto che Formigoni ha fatto presentare pure il ricorso con un ritardo di 10 minuti. Forse vogliono verificare quali e quante porte ancora resistono al loro ariete. La legge, diciamola tutta, ai loro occhi non ha il physique du rôle per imporsi a nessuno, men che meno agli amorosi paladini della libertà. Ricordate le parole di Ghedini: la legge è uguale per tutti, ma lui è primus super pares? Ecco, vediamo se anche stavolta i pares stanno sotto.

giovedì 4 marzo 2010

È solo una canzone...o no?

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare

Franco Battiato

mercoledì 3 marzo 2010

Nella sezione "Soda caustica"...

Applausi... di gente intorno a me...
Di Girolamo si dimette da senatore, dichiara di avere il  sostegno di tanti colleghi, ma, dato che tutti lo tacciano di cattive frequentazioni, non farà i nomi. Parte spontaneo e caloroso l'applauso dagli spalti dell'aula.Finalmente uno  che non parla, un vero uomo.

lunedì 1 marzo 2010

Generazione Mille grazie

Nel settimanale RCS "A" del 18/02/10, rubrica "Ventenni@rcs.it", leggo un contributo di Jane Santoro, da Monaco. Racconta la sua esperienza personale e propone di indicare la nuova generazione di lavoratori come "Generazione mille complimenti" invece che "mille euro". Un giovane che entra a far parte del mondo del lavoro incontrerà capi che al posto del contratto gli stringeranno la mano; al posto dello stipendio riceverà, appunto, mille complimenti. La protagonista del racconto si sente dire :"Sei brava Jane, perché non continui lo stage gratuito da noi?". Allora decide di regolarsi di conseguenza: quando il padrone di casa le chiederà i soldi dell'affitto gli dirà: "Non pago, però le posso dire che lei è proprietario di un appartamento davvero carino".
Una verità ben scritta e descritta. Voglio aggiungere un'altra piccola storia.
Sul luogo di lavoro, di qualunque lavoro, chi riceve complimenti al posto di stipendi viene visto male e spesso mobizzato dai cosiddetti "regolari". La cosa ha turbato anche XXX in passato. Trovava inspiegabile l'astio di certi colleghi; ma come, si diceva, io lavoro il doppio per non aver niente in cambio, faccio ciò che gli altri si rifiutano di fare, e mi fanno fare la parte della stronza esibizionista?  Poi XXX ha capito che il problema stava proprio lì: lavorava. Sì, faceva il suo lavoro senza lamentarsi, partecipava a tutte le attività, anche a quelle apparentemente lontane dalle sue competenze, aiutava qualche collega, e questo inevitabilmente metteva in luce il fatto che gli altri non facessero niente di tutto ciò, o quasi. Era una stronza inconsapevole, insomma. XXX decise di cercare, anche se si vergognava a dirlo, di adeguarsi al loro "life style", concedendosi qualche pausa caffè in più (il che non giovava certo ai suoi nervi) e qualche chiacchiera di corridoio;risultato: le si è ritorto contro immediatamente. È diventata da un giorno all'altro, pur continuando nei fatti a lavorare seriamente, la superficiale senza esperienza che cerca di farsi alleati per ottenere chissà quali scopi; le hanno anche costruito addosso una liason con un collega che, viene da ridere, XXX aveva sempre considerato gay (se poi non lo fosse, non si era curata certo di scoprirlo!)... Vabbè, inutile dire che XXX alla fine ha sbroccato, purtroppo, e ha detto qualche parola in più che probabilmente le costerà una telefonata in meno (o è già così?!). In ogni caso, oggi si sente di dire a quei colleghi:"Mille grazie, la fiducia in me stessa si è rafforzata, anche se il conto in banca non la pensa così".