domenica 14 marzo 2010

Dì di festa

Oggi è il giorno del Signore, e, dato che per commentare le ultime sortite del Commander in chief vestito di bianco e della combriccola che "ha sempre combattuto e mai nascosto" certi problemini "corali" ci vuole calma "olimpica" (mamma mia quanto politeismo per un'agnostica!), ho deciso di pubblicare altri mimi di Francesco Lanza, dedicati agli "uomini di chiesa".

Il monaco di Santo Nicola

Il monaco di Santo Nicola, dopo che s'era ingollato un gallinaccio intero e un barile di vino, si mise sul piazzale  dinanzi la chiesa, e sbuffava e ruttava, e tutto sbracato andava su e giù affannatamente.
Gli si avvicinò un poverello, e gli stese la mano:
- Per carità, Vostra Reverenza, mi date un soldo per un panino, che muoio di fame?
Il monaco lo allontanò con tutt'e due le mani:
 - Vattene, figlio, vattene! non vedi che per mangiare io sto morendo?


 

E un altro: se solo ci fosse ancora San Pietro...

Le minchie

Un giorno trovandosi San Pietro a passare di qua, vide il piazzese che arato il suo campo lo andava seminando:
- O che semini? - gli domandò.
E quello:
- Minchie, per chi non ne ha.
- E minchie sieno - disse San Pietro, facendoci sopra la benedizione.
E alla stagione infatti il campo produsse in abbondanza grandi minchie e rigogliose; e fu lo spasso delle vedove, delle vergini e delle maritate, cui una sola non bastava più.

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