sabato 6 marzo 2010

Fiocco viola

Non ce la faccio. Sarà che non ho mai subito il fascino del potere, sarà che alte cariche e divise non mi impressionano più di tanto, ma davvero non ce la faccio a sopportare un tale livello di arroganza. Di Pietro sarà anche un bifolco, ma mi rendo conto che di fronte a certi episodi e a certe persone il livello deve per forza abbassarsi. Cosa è successo? Ancora una volta il Governo, quando è in gioco il Suo (sapete di chi) interesse, fa gli straordinari e partorisce obbrobri. Mai sentito che queste sessioni notturne si siano verificate per le urgenti questioni del lavoro, della crisi economica, dell'imbarbarimento delle istituzioni, del declino inarrestabile della cultura e dell'istruzione o della sanità. Hanno fatto le ore piccole per Eluana Englaro, speculando sul dolore altrui per una becera perenne campagna elettorale volta a dimostrare la loro inappuntabile moralità (seee, ci crediamo tutti...); hanno corso i 100 m delle leggi pro-premier e anti-giustizia così veloci da far mangiare polvere a Usain Bolt; e ora? È nato il decreto salva-liste! Fervono le iniziative per cercare di scuotere la sonnolenta opinione pubblica, ormai mitridatizzata dai mille veleni quotidiani somministrati dai berluscones.
Ne aggiungo una io, di una soave e marcata visibilità: per festeggiare il lieto evento ricopriamo di fiocchi viola Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi e tutte le sedi del Partito Dei Lacchè. 

Aggiornamento: da leggere anche Voglio scendere e Antefatto

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