lunedì 1 marzo 2010

Generazione Mille grazie

Nel settimanale RCS "A" del 18/02/10, rubrica "Ventenni@rcs.it", leggo un contributo di Jane Santoro, da Monaco. Racconta la sua esperienza personale e propone di indicare la nuova generazione di lavoratori come "Generazione mille complimenti" invece che "mille euro". Un giovane che entra a far parte del mondo del lavoro incontrerà capi che al posto del contratto gli stringeranno la mano; al posto dello stipendio riceverà, appunto, mille complimenti. La protagonista del racconto si sente dire :"Sei brava Jane, perché non continui lo stage gratuito da noi?". Allora decide di regolarsi di conseguenza: quando il padrone di casa le chiederà i soldi dell'affitto gli dirà: "Non pago, però le posso dire che lei è proprietario di un appartamento davvero carino".
Una verità ben scritta e descritta. Voglio aggiungere un'altra piccola storia.
Sul luogo di lavoro, di qualunque lavoro, chi riceve complimenti al posto di stipendi viene visto male e spesso mobizzato dai cosiddetti "regolari". La cosa ha turbato anche XXX in passato. Trovava inspiegabile l'astio di certi colleghi; ma come, si diceva, io lavoro il doppio per non aver niente in cambio, faccio ciò che gli altri si rifiutano di fare, e mi fanno fare la parte della stronza esibizionista?  Poi XXX ha capito che il problema stava proprio lì: lavorava. Sì, faceva il suo lavoro senza lamentarsi, partecipava a tutte le attività, anche a quelle apparentemente lontane dalle sue competenze, aiutava qualche collega, e questo inevitabilmente metteva in luce il fatto che gli altri non facessero niente di tutto ciò, o quasi. Era una stronza inconsapevole, insomma. XXX decise di cercare, anche se si vergognava a dirlo, di adeguarsi al loro "life style", concedendosi qualche pausa caffè in più (il che non giovava certo ai suoi nervi) e qualche chiacchiera di corridoio;risultato: le si è ritorto contro immediatamente. È diventata da un giorno all'altro, pur continuando nei fatti a lavorare seriamente, la superficiale senza esperienza che cerca di farsi alleati per ottenere chissà quali scopi; le hanno anche costruito addosso una liason con un collega che, viene da ridere, XXX aveva sempre considerato gay (se poi non lo fosse, non si era curata certo di scoprirlo!)... Vabbè, inutile dire che XXX alla fine ha sbroccato, purtroppo, e ha detto qualche parola in più che probabilmente le costerà una telefonata in meno (o è già così?!). In ogni caso, oggi si sente di dire a quei colleghi:"Mille grazie, la fiducia in me stessa si è rafforzata, anche se il conto in banca non la pensa così". 

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