venerdì 19 marzo 2010

Quel giorno in cui Dux significò Due

Sono un'inspiegabile ottimista. La scuola va a rotoli, ma così è più facile fumarla; la geografia scompare, ma tanto c'è il gps e il navigatore; e il latino? Be', poco tempo fa ho fatto delle lezioni di latino a una studentessa universitaria, diplomata al fu Magistrale fu Liceo Socio-psico-pedagogico, laureanda in Lettere, futura insegnante. Ho nascosto la pergamena di laurea dopo quel ciclo di lezioni, in preda alla vergogna di essere anch'io laureata in lettere, anch'io  insegnante. Si dice: non parlare mai con un cretino, qualcuno potrebbe non notare la differenza. Ecco, io non volevo correre nessun rischio. Ero desolata per lei e i suoi futuri alunni e depressa per me e per il mondo.
Durante il primo incontro le ho chiesto quali fossero i suoi punti deboli in latino, se la metrica, parte della grammatica o altro. La risposta: sapevo qualcosa al liceo, ma ora non tocco un libro di latino da anni (4/5).
- D'accordo, fammi vedere come leggi e traduci.
Sorvolo sui balbettii e i dittonghi con la pratica di divorzio firmata, ma alla traduzione ho avuto un sussulto.
- Dux non mi ricordo che significa... ah, sì...due!
- DUE????!!!!???? Ma non ti viene in mente niente che abbia un po' di assonanza e senso; guarda almeno il resto della frase!

Che stupida sono stata! La ragazza aveva ragione. Dux ora significa Due. Sì, ora in Italia i "dux", nel becero "ventennale" senso, sono due.


Ma sono un'inspiegabile ottimista, l'ho  detto; quindi, giochiamo!


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