lunedì 12 aprile 2010

Pericolosa Emergency

Ricordo una vecchia intervista ad un irriducibile anarchico, il quale raccomandava ai suoi "successori" estrema cautela e servizio d'ordine impeccabile durante le manifestazioni per arginare i pericoli esterni. Quali erano questi pericoli? Infiltrazioni di polizia e avversari politici di varia provenienza; elementi programmati per far degenerare le manifestazioni e creare clima di sfiducia (nel migliore dei casi) e di  accanimento (mmmhhh, probabilità più alte) nei confronti dei gruppi "infestati". Mi è tornata in mente ieri questa intervista, dopo l'arresto/sequestro dei collaboratori di Emergency in Afghanistan. C'entra poco forse. Ma il dubbio mi anima sempre. 
Emergency dà fastidio a tanti, non solo in Afghanistan, come ribadisce lo stesso Strada nel video che vi ho proposto. Molti accusano l'ONG di essere connotata politicamente, come se questo poi potesse essere un ostacolo al corretto funzionamento delle attività. Sono medici, infermieri, che sono lì per curare e  salvare vite, non chiedono la tessera di partito. Certo, le menti bacate che coltivano dubbi sulla sincerità delle intenzioni di Strada & co. penseranno che deve essere davvero facile chiedere e ottenere voti da uno sciagurato a cui hanno appena riattaccato una gamba...
Sono stata per alcuni anni attivista di Amnesty e sono tuttora una sostenitrice di AI e di Emergency. Ho fatto, tempo fa, un ciclo di lezioni sui diritti umani nelle scuole della mia città e in molti (99%) mi chiedevano: "Ma quanto la pagano a lei, ah?". La mia risposta, "Non mi pagano, sono una volontaria", provocava sorrisetti, battutine e, unica cosa carina, la rabbia di una bidella che mi disse: "Ma i suoi genitori lo sanno che non la pagano?". È una vecchia storia: perché mai qualcuno dovrebbe fare qualcosa senza ottenerne in cambio nulla di materiale? A proposito, oggi ho visto passare sul video la faccina di Margherita Boniver, che rispondeva in modo vago alle domande della giornalista sulle poco assennate e prudenti parole del ministro Frattini (leggi: pericolose  ca**ate) e ripensavo ai giorni in cui era presidente di Amnesty International. Le sarà rimasto dentro qualcosa di buono, no? Capirà l'atmosfera a volte pesante che circonda certe associazioni!? Mah, forse il berlusconismo l'ha risucchiata...

4 commenti:

  1. deve essere dura per una con le tue idee vivere in una realta' che non e' la mia.
    vivo a reggio e. e qua vivono il volontariato come una cosa naturale,indispensabile e necessaria.viene fatto reclutamento anche nelle scuole e tantissimi ragazzi accolgono l'invito.ora mi chiedo come mai questa differenza tra le nostre due realta'?
    leggendo cio' che succede mi vien da pensare che voi siate piu' sgamati,piu' avvezzi a districarsi con una forma di potere che sai prima o poi ti schiaccera' indipendentemente da cio' che hai fatto,percui meglio fare se si e'pagati piuttosto che cornuti e mazziati.
    forse che noi siamo ingenui?crediamo ancora in ideali ormai sorpassati?
    ma d'altronde se non ci aiutiamo tra di noi chi mai ci potra' aiutare?

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  2. Il gap geografico è spesso anche sociale, inutile negarlo. Non vorrei, però, aver dato una visione troppo pessimistica della mia realtà. In Sicilia chi sceglie l'associazionismo e il volontariato lo fa con piena consapevolezza del reale valore che questa scelta comporta, senza aspettarsi nulla in cambio. Il numero delle persone coinvolte in questo tipo di esperienza è alto. Il problema si presenta, purtroppo, tra le fila degli "integrati" nel sistema di potere; e per potere non intendo solo quello politico. C'è una combattuta convivenza tra rassegnati, inca**ati e "integrati". Per quanto riguarda le scuole, sarei curiosa di sapere quanti dei ragazzi che partecipano ad attività di volontariato lo fanno senza pensare ai crediti scolastici... Descrivo ciò che vedo e sento, ma non mi arrendo, e così molti altri come me!

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  3. >"Il problema si presenta, purtroppo, tra le fila degli "integrati" nel sistema di potere; e per potere non intendo solo quello politico.<


    che stia forse qui il nocciolo della questione?
    una piu' alta concezione morale di chi detiene il potere?
    i ragazzi a scuola certamente pensono ai crediti,pero' molti,naturalmente non la maggioranza,continuano il loro impegno anche terminati gli studi,anche perche' molto bassa la "combattuta convivenza tra rassegnati, inca**ati e "integrati",di conseguenza piu' motivati.
    saluti,
    e' stato un piacere.

    P.S.
    non mi corregga prof. altrimenti non scrivo piu' ;-)

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  4. Sto facendo uno sciopero dal mio ruolo (in questo periodo solo sulla carta) di prof! ;)
    Continua pure a scrivere rilassato, lo faccio anch'io.
    Che dire? Immagino il quadro da te descritto e ti invidio molto. E sì, il nocciolo della questione è proprio quello da te indicato; chi deve trasmettere i messaggi lo fa in modo sbagliato e le nuove generazioni (sto estremizzando, naturalmente) traducono ciò in comportamenti opportunistici. Ma c'è chi resetta e va per la sua strada, molto più luminosa. Ciao e torna presto, ma non ti azzardare più a darmi della prof ;)

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