domenica 2 maggio 2010

Ricomincio da tre?

Sono razzista? Forse. Qual è la razza che mi ispira così soavi sentimenti? Quella dei laureati triennali che si atteggia a mente superiore. Stralci di discorsi che ho sentito: "Ah, mio figlio si è laureato; ora non è più come una volta, hanno anche la specialistica, sono più preparati!". Brividi in ogni dove, prurito alle mani, tempie martellanti. Da un gruppetto di studenti fuori l'aula in attesa di sostenere un esame: "Sta diventando sempre più difficile...questo prof è pazzo! vuole sapere benissimo dieci canti di Divina Commedia... cioè, ma qualcuno dovrebbe ribellarsi, se sono 6 crediti perché questo qua ci fa fare tutte 'ste pagine? non è giusto... e perché, quello di latino? vuole 200 versi, tradotti a bomba e con la lettura metrica; ma così quando ci arriviamo alla laurea?" Conati di vomito.
Tesoro, frugoletto immacolato toccato dalla mano di Dio, ma lo sai tu quanti chili di culo ho messo su IO negli anni in cui frequentavo l'università??? Ma lo sai che IO ho studiato TUTTA la Divina Commedia? Ma lo sai che per sostenere un esame di letteratura latina IO ho dovuto studiare tutta l'Eneide, i carmi di Catullo, le elegie di Tibullo, la prosa di  Cesare e tanta altra roba più un corso monografico? Lo sai che, dopo aver finito l'esame, il prof di cui ti lamenti ci faceva tornare il giorno dopo per sostenere una cosiddetta "prova didattica", in cui dovevamo preparare nel giro di poco tempo una lezione da impartire alla classe? Lo sai che per superare letteratura greca ho studiato 5000 versi e 200 pagine di prosa?
Tempo fa, in fila in segreteria per ritirare un certificato, non ho resistito e ho replicato a 'sti montati lamentosi. Risposta? "Eh vabbè che c'entra? Voi però studiavate un anno in meno! Noi dobbiamo fare 5 anni". APPUNTO, STRONZO!!! in 4 anni ci facevamo il quintuplo e più del culetto che ti stai facendo tu ora!!! Davvero, non li reggo. Non sono tutti così, è ovvio, ma io ne ho visti/sentiti tanti; e, per concludere lo sfogo, tra questi ci sono anche il premio Nobel di dux=due e una tipa in lacrime che aveva consegnato il foglio in bianco del compito di Storia perché "c'erano domande su Cavour, ma nel mio libro non c'è!"... Cavour!!! non il cugino scemo sposato male dell'anarchico Bresci!!!

Tutto questo sfogo solo per festeggiare ancora una volta la riforma. Diciamoci la verità: la colpa non è dei ragazzi. Loro si trovano in questa situazione perché chi dovrebbe pensare al loro futuro lo fa volontariamente in modo sbagliato. Imperativo: evitare che le nuove generazioni ci capiscano qualcosa della vita, riportandoli allo stato brado che tanto fa comodo al potere. E così, i libri delle elementari sono ridotti a livello di primo anno d'asilo; quelli delle medie sono l'equivalente un po' più scadente dei vecchi sussidiari delle elementari; i testi delle superiori sono dei libriccini pieni di figure e schemi colorati, con le paroline da colorare o nomi da collegare con le lineette. Seguendo questo percorso, è naturale che i ragazzi all'università si disperino per 200 versi o qualche pagina in più.
Bene, l'effetto emetico della riforma è scemato; lo sfogo mi ha rasserenata; la preoccupazione per il futuro intellettuale delle nuove generazioni permane.

2 commenti:

  1. Frequento un corso di laurea del nuovo ordinamento,vittima di questo immenso fallimento dell'istruzione italiana e credimi, sono D'ACCORDISSIMO con te. Ogni parola.

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  2. Grazie per il tuo commento. Avevo un po' il timore di essere fraintesa dai nuovi iscritti. Ho dato una sbirciata al tuo sito: complimenti!

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