domenica 20 giugno 2010

I Minchia - Neh

Giornata al mare. La fauna marina è sempre un ottimo campo d'osservazione per studi sociologici. Oggi vi parlerò di quelli che, con formula riassuntiva, io chiamo i "Minchia Nèh": sono i meridionali emigrati al nord, che contaminano il loro linguaggio con intercalari bipartisan appunto. Ritratto:
1) Di solito emigrano con l'aria del martire che non vuole abbandonare la propria terra, che magari fino a qualche giorno prima aveva denigrato, e tornano con l'aria dell'imprenditore bauscia di successo, qualunque lavoro essi svolgano.
2) Spesso fanno al nord lavori che nel loro paese mai.
3) Si muovono come se tutti li osservassero; e questo denuncia inequivocabilmente la loro provenienza da contesti iper-provinciali/paesani, preferibilmente del sud Italia. Chi vive nei piccoli paesi sa che una faccia nuova suscita sempre attenzione, e se,  ad intuito, questa faccia proviene da nord Italia (cioè da Roma in su) o addirittura dall'estero, l'attenzione si fa morbosa.
4) Parlano sempre ad alta voce, con accento forzatamente nordico, in modo che si sappia che con i meridionali loro vicini di ombrellone non hanno niente a che fare.
5) Se l'accento può, per un orecchio non allenato, dissimulare l'origine, il lessico tradisce sempre. Pronuciare in torinese termini dialettali italianizzati non regge.
6) Quasi sempre parlano dei meridionali in termini negativi (ad alta voce, naturalmente).
7) Spesso votano Lega.
 
Giornata al mare, dicevamo. Vicini di ombrellone urlanti, 3 figli piccoli dai nomi celtici (Agata, Santo, Concetta, per esempio). Riporto (quasi) fedelmente: "Mamma mia, ma sta gente del sud è insopportabile; sono lenti lenti lenti; per questo le cose vanno male, se lo meritano" (Mamma mia è la traduzione di Beddamatri, tipica esclamazione terrona); "Agata, sistema la tovaglia!" ("Agata, stendi bene il telo da mare" N.d.T.); "Mamma mia, ma l'acqua non è bella" (Buon naviglio a tutti!); venditore ambulante regala un elastico per capelli alla bimba e la madre: "Senti tu, ma io ho tre figli, me ne devi dare altri due" (senza commento); "Ma qui sono malati in testa, ci sono prezzi..." (si riferiva ai prezzi di luoghi sconosciuti come Cefalù e Taormina; sono sicura che a Quarto Oggiaro una sdraio+ombrellone costi meno). Uscita di scena: maglietta aderente sulla panza, ciabatta di plastica lancia-sabbia e strisciata sul marciapiede con ritmo celtico. Buon viaggio di ritorno e... accura a' neglia!!!

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