martedì 13 luglio 2010

Che aria tira? Aria, poi.

Mon(?) Dieu! Mi sono risvegliata dal torpore in cui mi aveva precipitata una secolare carenza di ferro con la  complicità del caldo. Stavo scrivendo, da giorni ormai, un post sulle inutili graduatorie a cui sono costretta a iscrivermi, quand'ecco apparirmi all'orizzonte (quello con la luce azzurrina del mio monitor) il tonico. 
Miccichè pretende che si facciano le scuse a Dell'Utri, che si guardi a lui (o Lui?) come ad un esempio per i giovani perché, animato dal sacro fuoco (eeehhhh????), si è sacrificato e ci ha liberati dal comunismo!
Minchia!
Continua: il nostro ( n'sia mai!) Marcello è un uomo coraggioso, perché senza timore ha definito un suo amico, che non c'è più mischino, un eroe.
Riminchia!
Si rivolge ai giovani (in quel caso di Giovane Italia, ma io amo pensare che si riferisse a tutti): bisogna conquistarsi lo spazio col silenzio e con la crescita, così come ha fatto lui (quello minuscolo) affinché questo non sia effimero. Chiusura:"Ve lo dico da giovane, abbastanza silenziosamente impegnato in politica: ascoltate, imparate, prendete esempio e miglioratevi: è un vostro dovere farlo, visto che vi proponente come classe dirigente del domani. E, se non è troppo per voi, chiedete scusa a Marcello Dell’Utri!"
Da quella notte in centro a Palermo, da quel divanetto di un locale alla moda "ben frequentato", circondato da bellezze più o meno locali, ne ha fatta di strada, silenziosamente, Gianfri. Se quella notte lo avessi riconosciuto, gli avrei chiesto di certo un consiglio: che aria tira? Aria, poi.

1 commento:

  1. miccicheminchiadici?
    gia' che c'era poteva dirla tutta,si e' dimenticato di aggiungere che ci ha liberato pure dal lavoro ;-)

    RispondiElimina