lunedì 6 settembre 2010

Il blog e il feng shui linguistico


C'è chi fa del blogging una professione e vi dedica tutte le sue risorse e tutto l'impegno possibile. C'è chi si accontenta di averne uno e poi se ne dimentica. C'è chi lo usa per tenere acceso il cervello e riorganizzare pensieri e parole. 
La terza che ho detto.
Pur avendo tanto, ma davvero tanto tempo a mia disposizione grazie anche a Maria Star, non mi va di sbattermi per trovare sempre nuovi contatti, pubblicizzare ovunque il blog, segnalare, far condividere ecc... E poi per fare blogging serio ci vogliono anche risorse economiche, e io non ne ho (grazie di nuovo, Mariaste'). Cosa fare, quindi? Avevo pensato di togliere simbolicamente tutti i pulsanti dedicati alla segnalazione dei post e del blog. Ora, invece, penso: li lascio lì, che mi costa; poi, comu veni si cunta...
Il fatto è che insegnando, sembrerà un paradosso, il mio italiano era peggiorato, le mie capacità dialettiche ridotte al minimo. L'esigenza di semplificare, di riassumere, di "avvicinare" linguisticamente i contenuti da insegnare a ragazzi che si esprimevano o in dialetto o in  siculiano o in italiano per SMS, con frasi infarcite di cioè, diciamo, ecco, ehm, mi aveva avvicinata allo stadio Tarzan (avete presente il telefilm, dove Tarzan parla per infiniti e termini base?).
Mi ero ritrovata a dover dipendere dal vocabolario e dalla grammatica, per trovare conferme di cui prima non sentivo alcuna necessità. L'unica cura per questa orribile malattia, che è la poca dimestichezza con la propria lingua, è fatta di lettura e scrittura. Ed è questo il percorso che ho deciso di seguire; e se altri vorranno imitarmi, o leggermi, o segnalarmi, bene. Io, intanto, continuo per la mia strada, coinvolgendo anche i miei amati alunni in questo "progetto", chiedendo loro di creare il logo per il sito (alcuni sono grafici) e invitandoli a leggere e commentare le notizie che propongo (e in questo mi aiuta FB, luogo che altrimenti non avrei mai frequentato).
Buona lettura e buone letture a tutti, allora.

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